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Prezzo: a partire da 8.00€
Data inizio: 06/12/2021
Data fine: 30/06/2022
Orari: 18.45/20.00 ogni martedì, giovedì e domenica su Zoom
Stili: Corso Yoga Online, Vinyasa Flow yoga

Contatti

Riferimento: Ariele
Telefono: mostra numero
Insegnanti: Ariele Pittalà
Strutture: KENSHO YOGA Asd

SCOPRI LA TUA VERA NATURA CON KENSHO YOGA ONLINE

Dirette su Zoom con il Maestro Ariele Pittalà

Sintesi attuale e dinamica di alcuni stili di yoga come il Vinyasa e l’Ashtanga, attraverso una chiave di lettura che ha radici nel profondo mondo spirituale dello Zazen

  • Cerchi una pratica che ti impegni fisicamente e ti conduca ad avere un corpo forte, bello e flessibile?
  • Vuoi uscire dal noto per trovare armonia, libertà, presenza?
  • Vuoi migliorare il tuo yoga raggiungendo quegli obbiettivi che non credevi alla tua portata?
  • Cerchi equilibrio ed una integrazione del tuo nucleo emotivo?

Questo corso nasce dalla ricerca, lo studio e la realizzazione, dopo molti anni di insegnamento e formazione di gruppi di lavoro di tutte le età e condizioni fisiche, di un metodo che sviluppa una pratica accessibile e intuitiva; un approccio colto, umano e diretto, per scoprire insieme le nostre vere risorse, procedendo sempre nel rispetto di noi stessi in una chiara consapevolezza.

STRUMENTI

  • -Esperienza completa dedicata ad un livello di pratica intermedio ed anche avanzato
  • -Uso corretto del respiro Ujjay durante le sequenze e di Uddiyana Bandha durante le Asana
  • -Flow: ritmo e continuità, per entrare silenziosamente nel nostro nucleo esistenziale più vivo e profondo
  • -Lezioni di volta in volta creative e misurate anche sui partecipanti, per uscire dalla routine e crescere nell’unità dell’intento, proponendo, via, via, Asana più impegnative

ARGOMENTI

  • -Uscire dall’ego personale per incontrare il Sé universale
  • -Riconoscere i propri schemi di attaccamento ed avversione, le trappole del dualismo mentale
  • -Samadhi o Kensho: l’essenza rivela la nostra vera natura
  • -Vinyasa Yoga e meditazione Zazen
  • -L’insegnamento della tradizione filosofica dello yoga e della meditazione del Buddha delle origini calato nel nostro vissuto quotidiano

Partendo da alcuni punti cardine, il percorso si articola anche attraverso la conoscenza spirituale degli allievi, individuando possibilità e criticità, nella convinzione che l’insegnamento, oggi più che mai, debba condurre a modificare positivamente la nostra visione del mondo, in un ottica che partendo dalla comprensione e dall’ascolto ci conduca alla gioia, alla condivisione e all’azione nel quotidiano.

Costituiscono parte integrante del percorso anche gli incontri in presenza, individuali e di gruppo -vedi programma eventi e retreat in Abruzzo con il Maestro Ariele Pittalà https://eventiyoga.it/calendario/evento-yoga-castel-del-monte-35007/ effettuabili su prenotazione ogni weekend dal venerdì o dal sabato mattina presso Castel del Monte (AQ)

Durata degli incontri

Durata degli incontri h 1.15 circa 3 volte a settimana il martedì e giovedì e la domenica alle 18.45 su Zoom

Quota di partecipazione

Costo mensile: euro 65,00 pacchetto 10 lezioni: euro 80,00. Primo incontro gratuito. Tesseramento annuale obbligatorio con Kensho Yoga asd: euro 25. La quota associativa consente di partecipare a tutti gli eventi in presenza, nonché, per chi volesse approfondire, al percorso formativo con rilascio di diploma nazionale legalmente riconosciuto e valido a tutti gli effetti per l’insegnamento tramite ente CSEN/CONI

Un articolo (estratto da una serie di incontri)

Vinyasa e Bandha

E’ indubbio che la pratica della sincronizzazione del respiro nel movimento porti beneficio in una lezione di Yoga. Questo in primo luogo perché contribuisce a creare un clima di condivisa energia tra i praticanti; specialmente se l’insegnante sarà in grado di limitare le indicazioni all’essenziale. Le correzioni, quando necessarie, andranno fatte in alcune sessioni a parte, cercando di capire, attraverso l’esperienza mirata, quali sono gli effettivi problemi dell’allievo. E’ infatti di primaria importanza calarsi completamente nell’esperienza del fare. Più sarà radicale e nel silenzio la mente, più la nostra vera natura, strato dopo strato, emergerà intatta. Un lavoro dunque piuttosto selettivo da fare…Purtroppo, è un peccato che molti insegnanti, diversamente, non sono stati educati alla comprensione di questo stato di apparente sospensione del controllo, che conduce invece ad affinare una comprensione più intuitiva ed efficace. La musica spesso poco opportuna, le continue correzioni, il dilagare emotivo di chi parla, ha poco a che vedere con la potente opportunità che offre una concreta Sadhana. In fondo si tratta di una cura diretta ad integrare la scissione autoreferenziale di mente e corpo; lo strumento (l’insegnante), per funzionare, deve necessariamente essere mondato dalle impurità. Si sottovaluta che la posta in gioco è la liberazione dalla sofferenza, scopo della pratica sin dalle origini. Questo il valore dello Yoga ancora intatto, di certo non facile. Si tratta di diventare guerrieri con noi stessi, per questo l’insegnamento tradizionale era legittimo solo tra maestro ed un solo allievo, da cui egli doveva conoscere ogni aspetto. Insomma, la Via va presa seriamente e l’amore incondizionato non scaturisce sempre da dolcezza ed accondiscendenza, anche sa va mantenuto il rispetto. Chiaramente non tutti possono educarsi a quella ferrea disciplina del corpo che si ottiene ad esempio nell’Ashtanga, in cui l’attività decentrante della neocorteccia cerebrale, tramite un ritmo molto impegnativo, riduce o cessa quasi la sua attività; tuttavia l’aspetto della fermezza e la determinazione dell’intento durante le sequenze non dovrà mai cessare. Il sistema nervoso autonomo, che confina con gli strati profondi degli istinti, resta l’accesso privilegiato. Quest’ultima considerazione è assai importante proprio nell’arte del Vinyasa Flow, che consente un’enorme possibilità nell’impostare e modificare ogni lezione. Bisogna di conseguenza sviluppare grande creatività ed intuizione della prossima mossa, (nel senso di asana) da assegnare; sia proiettandosi verso l’esterno, gli allievi, ma al contempo mantenendo una luce puntata sul sentire personale. Solo questo, nel tempo, per quanto possa sembrare imponderabile, escluderà la possibilità di fare errori grossolani.

Molte sono le pratiche yogiche che prevedono l’uso dei Bandha, io personalmente le utilizzo in ogni lezione per allievi di tutte le età e condizioni fisiche, adattandole flessibilmente alle loro possibilità. Si sono fatti diversi studi in merito, ed un’esperienza millenaria ne conferma l’enorme efficacia. Queste contrazioni, che sembrano volontarie, consentono di stimolare ed accrescere la circolazione del Prana (la vita) che è dentro di noi, in quel continuo scambio tra organismo e cosmo. Quindi, nel concreto è necessario approfondirne il funzionamento, sperimentando prima da soli per evitare problemi. Penso che si tratta di uno strumento basico da raffinare a dovere. Nella meditazione Zazen, a torto, non si parla mai di Bandha; ma assicuro che senza la padronanza completa di tutto il diaframma, e della consuetudine di svuotarlo completamente durante l’espirazione, non si raggiungerebbe alcun risultato apprezzabile. Anche in questo caso la posta in gioco è la stessa: attenzione e presenza. Altrimenti non avremmo alcuna possibilità di discriminare il bene dal male, e di giungere al loro superamento. Insomma la comprensione del nostro vero Sé non avverrà. C’è un altro fraintendimento alquanto diffuso che vorrei indicare, per ciò che riguarda l’insegnamento. Lo Yoga non ha connotazioni intellettuali; confondere il sapere della mente individuale, e perciò del proprio ego, con la saggezza illimitata della vita biologica (dunque del nostro corpo) è sbagliato. Un po’ come scambiare il termine lessicale Samadhi con il suo ottenimento su un piano effettivo. Capisco che è molto difficile parlare col cuore sgombro, ma suggerisco di distinguere la cultura, che senz’altro è una buona cosa coltivare, dalla conoscenza del vero, che resta essenzialmente un processo aperto, una sintesi efficace ed in atto… Proviamo dunque ad adattare, sperimentando nella naturalezza, una pratica che ha avuto origine in un altro paese, tramite persone, gli indiani, che hanno un atteggiamento molto radicale nei confronti dell’esistenza… ciò è arduo ma non impossibile. Accantoniamo dunque facili mode e suggestioni esoteriche, condividiamo l’origine, eliminando indolenza e distrazione.

(Per notizie, altri articoli, collaborazioni con enti pubblici etc. ed altri eventi su Ariele Pittalà si consulti anche il web)

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