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Prezzo: a partire da 2650€
Data inizio: 26/12/2019
Data fine: 05/01/2020
Orari: Come da programma
Indirizzo: Birmania
Città: Birmania
Nazione: Birmania
Regione: estero

Contatti

Riferimento: Valentina Noventa
Telefono: mostra numero

Festeggiare Capodanno con un viaggio davvero speciale alla scoperta delle meraviglie della Birmania: i suoi templi suggestivi, la natura stupefacente, il popolo dolcissimo.
Yangon offre i migliori luoghi per cominciare un viaggio alla scoperta del buddismo. I monasteri e i centri per i corsi di meditazione attirano centinaia di pellegrini ogni anno per studiare e praticare l’antica arte della meditazione. Qui visiterete, tra l’altro, la famosissima pagoda Schwedagon. Arriverete poi a Bagan conosciuta per essere il più bel sito architettonico in Asia dove i monaci hanno costruito una moltitudine di grandi stupa e pagode e dove godrete di una cena insieme ai monaci in un monastero.
Vi sposterete poi verso il lago Inle, uno dei posti piu’ spettacolari del Myanmar: l’acqua calma del lago e’ circondata da una lussureggante natura, incontrerete i tipici villaggi su palafitte. Osserverete le loro attività giornaliere e i pescatori che remano con una sola gamba, inoltre passerete tra i “giardini galleggianti”, ancorati sul fondale del lago con delle aste di bamboo.

*PROGRAMMA*:

GIORNO 1 26/12 Partenza dall’Italia

GIORNO 2 27/12 Yangon
Mingalabar e benvenuti in Myanmar! L’ex capitale Yangon, conosciuta anche con il nome di Rangoon, è la città più grande del Myanmar e continua ad essere il più importante centro commerciale del paese ed il punto d’arrivo per la maggior parte dei visitatori internazionali. Il passato coloniale e il patrimonio religioso fanno della città uno dei luoghi più affascinanti del sudest asiatico. Una volta arrivati in aeroporto verrete accolti calorosamente e accompagnati al vostro albergo per il check in.
Si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace o simile. Ci si rilassa un po’ e per la cena ci si reca alla Karaweick Hall, lo storico palazzo posto sul lago reale di Yangon, dove si assiste anche ad uno spettacolo culturale.

GIORNO 3 28/12 Yangon
Ci si dedica alla visita della città, dove traspare il passato coloniale nella City Hall, nello storico hotel Strand e in diversi palazzi, oltre che nelle chiese cristiane di cui la più importante è dedicata a Emanuele Battista; si visitano l’antica pagoda di Sule e il Parco dell’Indipendenza, e ci si ferma in un mercato locale mattutino per le verdure. Dopo pranzo ci si reca al mercato di Yangon (Scott o Bogyoke market) e si completa il tour della città recandosi alla pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti offrono le proprie preghiere, e dove la grande costruzione centrale alta 98 metri è circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si gode da qui del tramonto e si cena in un ristorante tipico.

GIORNO 4 29/12 Yangon-Bagan
Si parte presto per raggiunge in volo Bagan, il volo è alle 7.00 con arrivo alle 8.20 (orari da confermare). E’uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni disposte in un’area molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e le pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Si visitano i siti più interessanti, iniziando dalla pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra, che risale all’XI secolo e presenta un antico stile architettonico in pietra e sabbia. Quindi i templi di Kyansitthar, famoso per le pitture murali, di Wetkyiinn Gupyaukgyi, con le pareti affrescate nel XIII secolo, di Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, di Ananda, dai battenti mirabilmente cesellati in legno di teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw, dove vi sono delle produzioni di oggetti fatti con la lacca, e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. Si alloggia presso l’hotel Thazin Garden o simile.

GIORNO 5 30/12 Bagan – Monte Popa
Dopo una visita al mercatino locale di Myinkabar a Bagan, con circa un’ora e mezza di guida si arriva a Popa. Questo monte di origine vulcanica che si erge sulle pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una scalinata di 777 gradini che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti che evocano ed onorano questi spiriti. Dopo la visita si rientra verso Bagan; sul percorso si visita una piantagione di palme dove si potrà osservare la vita rurale e le diverse attività, come la produzione dell’olio di arachide. Arrivati a Bagan si avrà il resto della giornata a disposizione per recarsi ancora tra le pagode e godere del tramonto. La cena viene organizzata presso un monastero birmano, dove si è gli unici ospiti e si viene intrattenuti con uno spettacolo culturale. Un nostro cuoco curerà il tutto (… non solo riso, anche se si è in un monastero!).

GIORNO 6 31/12 Bagan – Mandalay, con Ava e Mingun
Si parte in volo presto per Mandalay, una tratta di volo breve. Questa città è il centro più importante dopo Yangon, si considera la capitale culturale e religiosa della Birmania: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Ci si reca nei pressi di Mandalay ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando calessi trainati da cavalli. Si vedono alcuni antichi templi, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito in legno di tek con 267 pilastri, e molto interessante il Mye Bom Sam. Ci si sposta quindi a Mandalay dove si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto, che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Dopo la visita si sale a bordo di un battello privato sul fiume Irrawaddy, si pranza a bordo della barca e con una piacevolissima gita sul fiume si giunge in circa un’ora all’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è custodita anche un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Si rientra con le luci del tramonto. La cena di Capodanno si tiene presso l’hotel dove si alloggia, l’Ayarwaddy River View o simile.

GIORNO 7 1/1 Mandalay – Heho – Kakku – Loikaw
Si parte in volo per Heho alle 9.20, a sud di Mandalay, con arrivo alle 9.55. Dall’aeroporto si prosegue in pulmino per Kakku (circa 2 ore), che da qui dista 80 km: un sito a sud est del lago di Inle, immerso tra i villaggi dell’etnia Pa-O, che custodisce un gran numero (circa 2200) di piccole pagode in stile Shan edificate nel XVII secolo. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue quindi verso sud godendo anche in questo tratto di bei paesaggi ed attraversando alcuni villaggi, arrivando a Loikaw (110 km, circa 3 ore e mezza), dove si alloggia e si cena presso il Famous Hotel o simile.

GIORNO 8 2/1 Loikaw: Demorso, Panpet (etnia Kayan) e Tanilarle (etnia Kayah)
Si inizia questa interessante giornata recandosi al piccolo mercato di Demorso, a circa 20 km da Loikaw, dove le etnie dei Kayan e dei Kayah barattano e commerciano i propri prodotti; tra questi si possono assaggiare bevande alcoliche fatte con il riso. Si prosegue per altri 30 km circa arrivando al villaggio di Panpet dell’etnia Kayan, conosciuta in occidente con l’appellativo di etnia delle ‘donne giraffa’ per via degli ornamenti che vengono utilizzati per allungare, anche esageratamente, il collo. Si passeggia nel villaggio, dove i kayan hanno allestito anche alcuni negozietti di artigianato locale; i costumi tradizionali sono ancora utilizzati da un buon numero di persone. Nei pressi vi sono anche altri villaggi, raggiungibili con una passeggiata. Si torna quindi a Loikaw e nel pomeriggio ci si reca al villaggio di Tanilarle, dell’etnia Kayah, che qui è il gruppo maggioritario. Lo si potrà esplorare accompagnati dalle genti del luogo, osservando i costumi e le diverse attività, nel contesto di un interessante progetto locale di ‘turismo comunitario’. Rientrati a Loikaw, se vi è tempo, si visita Taung Kwe, un pittoresco insieme di pagode costruite sui diversi pinnacoli di un colle irto e roccioso; vi è un ascensore che porta in alto e si effettua una piacevole visita seguendo scalinate e ponticelli. Nei pressi del sito si trova anche un interessante monastero. Se fosse tardi, ci si reca qui il mattino successivo prima di lasciare la cittadina. Si cena in un ristorante locale.

GIORNO 9 3/1 Loikaw – Sanghar – Thahanung – Lago di Inle
Si raggiunge col pulmino Phe Kon (50 km a nord ovest, circa un’ora) dove si sale sulle lance (le ‘longboats’) che porteranno fino al lago di Inle. Le barche sono veloci, lunghe e strette con comodi sedili dove ci si accomoda per gustare nel modo migliore la bellissima navigazione; a bordo si indossa sempre il giubbotto salvagente. S’inizia attraversando il lago di Phekone e, continuando verso nord si arriva al villaggio di Sanghar (circa 2 ore di navigazione) posto sulla sponda orientale del lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, un luogo che nel XVIII secolo era tra le città principali della regione di Shan. Si visita il sito dove diverse antiche pagode emergono direttamente dall’acqua e si pranza in un ristorante del villaggio; si possono osservare anche alcune produzioni locali: un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati e una distilleria di liquore di riso. Proseguendo, si raggiunge la sponda occidentale un poco più a nord arrivando al sito di Thahaung, un sito straordinario dove si osservano centinaia di stupa che risalgono al XVIII secolo. Si prosegue verso Inle (altre 2 ore circa di navigazione); il contesto naturale è sempre magnifico, si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici e ci si trova forse più vicini ad una fiaba che al mondo reale! Arrivati al lago di Inle si approda all’hotel Golden Cottage Island o simile; la cena è in hotel.

GIORNO 10 4/1 Lago Inle
Si dedica la giornata all’esplorazione del lago di Inle con la barca (le ‘longboats’), includendo la visita ad un mercato locale. Questo lago, lungo 22 chilometri, largo 11 e adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù stando in equilibrio su una sola gamba, una tecnica di pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Lo specchio lacustre è ben abitato, vi sono 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le donne Kayan (“donne giraffa”), giunte fin qui per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono diverse interessanti pagode lacustri; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante. Molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, caratterizzato da una miriade di pagode che sorgono dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno, sotto cui sostano genti appartenenti a diverse etnie che vendono prodotti locali molto particolari. Si pranza in un ristorante locale e si cena in hotel.

GIORNO 11 5/1 Inle – Heho – Yangon e volo di rientro
Si parte presto con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e, con un pulmino privato, si prosegue per l’aeroporto di Heho; tempo permettendo, si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Giunti in volo a Yangon ci si reca al monastero di Kalawwa Tawya, cercando di giungervi all’ora del pasto dei monaci; nei pressi si trova il parco dell’elefante bianco. Si pranza in un ristorante tipico e da qui con il treno locale (una bella esperienza di per sé!) ci si reca nel centro di Yangon, dove ci si potrà sbizzarrire con gli acquisti allo Scott Market o si completa la giornata visitando la grande statua del Buddha reclinato di Chauk Htut Gyi. Ci si trasferisce quindi all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro.

Per informazioni e prenotazioni: Valentina – 3465764162 – valentina.noventa@evolutiontravel.email

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