Valutazione degli altri praticanti su questo evento
Ancora nessun feedback ricevuto.
Prezzo: fisso 380.00€
Data inizio: 10/06/2022
Data fine: 12/06/2022
Orari: h 17.45 arrivo h 15.30 partenza
Indirizzo: Bacca Blù via Cesare Battisti, 44, Villa Santa Lucia degli Abruzzi (AQ) e Hotel Parco Gran Sasso SS 17 bis Castel Del Monte (AQ)
Città: Castel Del Monte, Villa Santa Lucia degli Abruzzi
Provincia: L'Aquila
Nazione: Italia
Regione: Abruzzo
Stili: Meditazione, Ritiro Yoga, Vacanza Yoga, Vinyasa Flow yoga

Contatti

Riferimento: Ariele
Telefono: 3487833712
Insegnanti: Ariele Pittalà
Strutture: Bacca Blù, Hotel Parco Gran Sasso

SCOPRI LA TUA VERA NATURA! Vinyasa Flow Yoga e Meditazione Zazen nel PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO con Kensho Yoga ASD

TUTTI I WEEKEND SU PRENOTAZIONE con il Maestro Ariele Pittalà

Partecipa ad un esperienze unica e di rinascita! Per scoprire la vitale profondità della tua presenza! Acquisendo strumenti di consapevolezza in un territorio incontaminato, sublime e magico!

Weekend Yoga in Abruzzo in Programma

Il retreat del weekend include:

-3/4 lezioni di Yoga adatto a tutti i livelli di pratica, principianti compresi, della durata di h 1.30 circa, in natura o nelle struttura ricettiva (secondo condizioni atmosferiche)– 2 sessioni d’introduzione alla meditazione Zazen (tradizione Soto) in ambiente selvaggio-3 pasti secondo la tradizionale ed ottima cucina locale con opzione vegetariana, più uno al sacco-Alloggio per due notti in camera doppia (singola a scelta con supplemento) in B&B o Hotel- Escursioni- Tessera con validità annuale per partecipare a tutti gli eventi in presenza e online e le promozioni dell’associazione-Una pubblicazione professionale, a cura del Maestro, con ben 13 itinerari ad anello adatta ad escursionisti e sportivi che collega a piedi, tramite i sentieri più avvincenti, tutti gli antichi borghi storici della zona. Appendice dedicata di Yoga e Meditazione in natura

A chi è rivolto:

-A chi pratica già yoga e meditazione ma anche a chi si vuole avvicinare a queste discipline orientali attraverso un approccio più schietto ed umano, colto ed in sintonia con l’ambiente-A chi cerca un ritiro di conoscenza e approfondimento delle sue autonome e reali risorse-A chi è attratto da una sintesi efficace tra oriente e occidente-Per chi, in questo difficile quadro epocale, vuole ancora scoprire il valore della comprensione condivisa-Per il senso di libertà ed armonia che si sperimenta in un ambiente montano puro ed incontaminato tra i più belli della Penisola Info e prenotazioni

Ariele Pittalà / Kensho Yoga ASD cell. 3487833712 – e-mail: pittalariele@yahoo.com

Quote di partecipazione in camera doppia 380,00 euro Acconto da versare all’associazione Kensho Yoga ASD (preferibilmente entro due settimane d’ anticipo dall’evento) tramite bonifico bancario: 200,00 euro Iban IT 78 T 01030 40880 000000252235

L’importo da corrispondere per intero include il pernottamento in camera doppia (2 notti), tutti gli incontri e seminari con il maestro, le escursioni per raggiungere i luoghi adibiti alla pratica, la colazione e i pasti giornalieri, esclusi bevande ed extra. Assicurazione, tessera associativa, pubblicazione “10 CERCHI MAGICI INTORNO ALL’ANTICO BORGO MEDIEVALE” con le più belle escursioni della zona fruibile anche tramite App e un’ appendice di meditazione in natura in italiano o inglese (a scelta)

Programma del weekend:

Venerdì

h. 17. 45 Rendez- vous h. 18.00/19.30 Pratica di Vinyasa Flow Yogah. 20.00 Cena. Dialogo col maestro

Sabato:

h.6.45 Sveglia h. 7.00 Zazen in natura, introduzione e pratica I shin den shin (dal mio cuore al tuo cuore) h. 8.00 Colazione. Relax h. 10.00/11.30 Pratica di Vinyasa Flow Yoga/allineamenti, uso consapevole di Uddiyana Bandha Base/intermedio/avanzato h. 13.00 Pranzo Relax h. 17.30/20.00 Visita al Castello Medievale di Rocca Calascio. Per chi pratica da tempo, e lo richiede al posto dell’escursione, può essere prevista una lezione di Vinyasa Flow Yoga avanzato supplementare, da svolgersi in questa stessa fascia oraria h.20.30 Cena Letture tematiche, colloqui, discussioni

Domenica:

h 8.00 Colazione Relax h.9.30/11.00 Pratica di Vinyasa Flow: seminario di Yoga personalizzato, correzioni. Relax h. 12.30 trasferimento in auto per ammirare Campo Imperatore (piccolo Tibet) Pratica del silenzio interiore/Zazen in natura Pranzo al sacco/Saluti

Il programma, ben collaudato, può essere suscettibile di qualche piccola variazione, vuoi per le condizioni atmosferiche del momento, vuoi per permettere ad ogni gruppo che si forma di averne un’esperienza sempre soddisfacente e confortevole

Estratti da una serie di incontri dedicati al corso di formazione insegnanti con rilascio di diploma nazionale a cura del maestro:

Vinyasa e Bandha

E’ indubbio che la pratica della sincronizzazione del respiro nel movimento porti beneficio in una lezione di Yoga. Questo in primo luogo perché contribuisce a creare un clima di condivisa energia tra i praticanti; specialmente se l’insegnante sarà in grado di limitare le indicazioni all’essenziale. Le correzioni, quando necessarie, andranno fatte in alcune sessioni a parte, cercando di capire, attraverso l’esperienza mirata, quali sono gli effettivi problemi dell’allievo. E’ infatti di primaria importanza calarsi completamente nell’esperienza del fare. Più sarà radicale e nel silenzio la mente, più la nostra vera natura, strato dopo strato, emergerà intatta. Un lavoro dunque piuttosto selettivo da fare… Purtroppo, è un peccato che molti insegnanti, diversamente, non sono stati educati alla comprensione di questo stato di apparente sospensione del controllo, che conduce invece ad affinare una comprensione più intuitiva ed efficace. La musica spesso poco opportuna, le continue correzioni, il dilagare emotivo di chi parla, ha poco a che vedere con la potente opportunità che offre una concreta Sadhana. In fondo si tratta di una cura diretta ad integrare la scissione autoreferenziale di mente e corpo; lo strumento (l’insegnante), per funzionare, deve necessariamente essere mondato dalle impurità. Si sottovaluta che la posta in gioco è la liberazione dalla sofferenza, scopo della pratica sin dalle origini. Questo il valore dello Yoga ancora intatto, di certo non facile. Si tratta di diventare guerrieri con noi stessi, per questo l’insegnamento tradizionale era legittimo solo tra maestro ed un solo allievo, da cui egli doveva conoscere ogni aspetto. Insomma, la Via va presa seriamente e l’amore incondizionato non scaturisce sempre da dolcezza ed accondiscendenza, anche sa va mantenuto il rispetto. Chiaramente non tutti possono educarsi a quella ferrea disciplina del corpo che si ottiene ad esempio nell’Ashtanga, in cui l’attività decentrante della neocorteccia cerebrale, tramite un ritmo molto impegnativo, riduce o cessa quasi la sua attività; tuttavia l’aspetto della fermezza e la determinazione dell’intento durante le sequenze non dovrà mai cessare. Il sistema nervoso autonomo, che confina con gli strati profondi degli istinti, resta l’accesso privilegiato. Quest’ultima considerazione è assai importante proprio nell’arte del Vinyasa Flow, che consente un’enorme possibilità nell’impostare e modificare ogni lezione. Bisogna di conseguenza sviluppare grande creatività ed intuizione della prossima mossa, (nel senso di asana) da assegnare; sia proiettandosi verso l’esterno, gli allievi, ma al contempo mantenendo una luce puntata sul sentire personale. Solo questo, nel tempo, per quanto possa sembrare imponderabile, escluderà la possibilità di fare errori grossolani.

Molte sono le pratiche yogiche che prevedono l’uso dei Bandha, io personalmente le utilizzo in ogni lezione per allievi di tutte le età e condizioni fisiche, adattandole flessibilmente alle loro possibilità. Si sono fatti diversi studi in merito, ed un’esperienza millenaria ne conferma l’enorme efficacia. Queste contrazioni, che sembrano volontarie, consentono di stimolare ed accrescere la circolazione del Prana (la vita) che è dentro di noi, in quel continuo scambio tra organismo e cosmo. Quindi, nel concreto è necessario approfondirne il funzionamento, sperimentando prima da soli per evitare problemi. Penso che si tratta di uno strumento basico da raffinare a dovere. Nella meditazione Zazen, a torto, non si parla mai di Bandha; ma assicuro che senza la padronanza completa di tutto il diaframma, e della consuetudine di svuotarlo completamente durante l’espirazione, non si raggiungerebbe alcun risultato apprezzabile. Anche in questo caso la posta in gioco è la stessa: attenzione e presenza. Altrimenti non avremmo alcuna possibilità di discriminare il bene dal male, e di giungere al loro superamento. Insomma la comprensione del nostro vero Sé non avverrà. C’è un altro fraintendimento alquanto diffuso che vorrei indicare, per ciò che riguarda l’insegnamento. Lo Yoga non ha connotazioni intellettuali; confondere il sapere della mente individuale, e perciò del proprio ego, con la saggezza illimitata della vita biologica (dunque del nostro corpo) è sbagliato. Un po’ come scambiare il termine lessicale Samadhi con il suo ottenimento su un piano effettivo. Capisco che è molto difficile parlare col cuore sgombro, ma suggerisco di distinguere la cultura, che senz’altro è una buona cosa coltivare, dalla conoscenza del vero, che resta essenzialmente un processo aperto, una sintesi efficace ed in atto… Proviamo dunque ad adattare, sperimentando nella naturalezza, una pratica che ha avuto origine in un altro paese, tramite persone, gli indiani, che hanno un atteggiamento molto radicale nei confronti dell’esistenza… ciò è arduo ma non impossibile. Accantoniamo dunque facili mode e suggestioni esoteriche, condividiamo l’origine, eliminando indolenza e distrazione.

L’esperienza dell’Oltre

Come appassionato di montagna e di escursioni a volte impegnative, vorrei approfondire alcuni temi che a tratti, pur rientrando sotto la denominazione alquanto varia di sport estremi, possono far luce su aspetti illuminanti, per il nostro campo di indagine. Anche sedersi su un cuscino con totale impegno per meditare, o praticare yoga affinando e spingendo al limite le proprie potenzialità, può essere un’avventura. Qualcuno s’è fatto un’idea di cosa succede? Immergendoci completamente nella pratica in solitudine, la mente individuale tende ad arretrare, o ad arrestarsi. Si percepisce che stiamo attraversando un territorio inesplorato, dove predomina anche un senso d’unità, di appartenenza ad un processo. Abbiamo appena varcato la soglia… per entrare nel tempio sacro ed infinito del Sé. Non è affatto semplice chiarire il significato di queste esperienze. Forse in breve potremmo affermare che una porta si apre, e l’esperienza magica ed ancestrale dello spirito umano trascendente si innesta nel presente esperienziale. Tutti i grandi guru del passato non hanno fatto che ribadire il concetto fondamentale che nasciamo già illuminati, immersi nell’eterno spazio del Sé indiviso. Il lavoro difficile consiste nel togliere gli strati di resistenza, ed accumuli dannosi, nel ritrovare la strada maestra della naturalezza perduta. E’ chiaro che le cause di questa nostra dolorosa scissione sono in primo luogo i condizionamenti: famiglia, cultura, società. Un intero mondo di relazioni spesso oppressive, basato su rapporti di forza e conflitti. Nessuna forma d’istruzione ci educa all’amore, diversamente, giorno dopo giorno, si rafforza quella corazza che ci impedisce di sentire in primo luogo il nostro vivo cuore pulsante. Come accennato nel paragrafo precedente, accettiamo veramente un cambiamento importante solo se ne siamo costretti, è la stessa società organizzata che legittima e reitera lo schema. Di contro, oltrepassare quel limite a cui siamo sottoposti con attenta e consapevole determinazione positiva, ci conduce ad una grande autonomia, morale e spirituale. La libertà risiede nel non essere condizionati da nulla. Impresa quasi impossibile… La parola vera, l’intento verso il cambiamento, è sempre un’azione concreta che modifica tutto, ed è estremamente difficile perché niente gli preesiste; è l’origine, il fare per il fare, senza implicazioni, senza scopi o profitti. -Il Sé edifica il Sé nel Sé- scriveva un grande maestro Zen. E Lao Tzu:-Senza uscire dalla porta conosco il mondo. Senza guardare dalla finestra osservo la Via del Cielo.- Che significa? La porta sono i nostri sensi, usiamoli senza farci ingannare! Gli occhi che scrutano è la mente rivolta al divino, che resta dentro che di noi. Esiste già ogni risposta, ancora prima che divenga esperienza!

Per tornare a gli sport estremi, in cui l’uomo, simile ad animale selvaggio, si misura costantemente coi suoi limiti, dobbiamo capire che la soluzione di un passaggio di arrampicata in una situazione di estrema esposizione al pericolo non avverrà tramite il pensiero che discrimina tra guadagno e perdita; altrimenti nessuno si troverebbe in tale situazione! No, si affronta un’impresa per un scopo fine a se stesso, per il piacere di farlo, è un fatto prettamente tecnico che ci apre insieme all’ignoto. Uno stato d’attenzione completa e molto raffinata. L’esperienza, fondamentale, in quelle situazioni critiche, si è consolidata in un bagaglio di opportunità imprevedibili, che scaturiscono dal nulla, in un unico movimento possibile, nel preciso istante che lo richiede. Anche una persona che cammina in una strada trafficata, di riflesso metterà le mani avanti per proteggersi, se uno sconosciuto improvvisamente la spinge facendogli perdere l’equilibrio; nel caso però dell’alpinista esperto, l’arte appresa, lo condurrà a ruotare mani e piedi su una presa di pochi millimetri, a piantare con perizia la piccozza nel punto esatto nel ghiaccio, trattenendo cosi la fatale, improvvisa caduta. Anche questa è la Via… Per tornare alla nostra disciplina un buon insegnante non dovrà mai cessare di essere un eterno principiante, come un attento equilibrista in bilico tra ciò che ha capito e che non conosce. Solo ammettendo di non sapere troverà il coraggio di mettersi in gioco, e trovare, strada facendo, la risposta opportuna, nel momento stesso che si presenterà. Questa sgorgherà dallo stesso eterno Sé, dinamico sempre presente, universale.

Feedbacks

Lascia un commento di feedback su questo evento per riportare l'esperienza che hai vissuto.
Non dimenticare di esprimere il tuo parere dando un voto utilizzando il classico sistema con le stelline.
Condividi la tua opinione e aiuta altri praticanti a fare la loro scelta!