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Prezzo: a partire da 470€
Data inizio: 26/08/2024
Data fine: 29/09/2024
Orari: dalle 15 del 26 alle 12 del 29
Indirizzo: Loutraki 203 00
Città: Loutraki-Perachora
Nazione: Grecia
Regione: estero
Stili: Meditazione, Vacanza Yoga

Contatti

Riferimento: Marta Becco, Marta Azzolin
Telefono: mostra numero
Insegnanti: Marta Becco

«Non è l’uomo che va curato ma le immagini del suo ricordo, perché il modo in cui ci raccontiamo e immaginiamo la nostra storia, influenza il corso della nostra vita»
J. Hilmann

Yoga e mito

26/29 agosto
Seminario residenziale presso Lakazeza, Golfo di Corinto – Grecia

In un’incantevole ed evocativa cornice naturale, sospesi tra bosco e mare, lontani dal brusio del mondo, cullati dal profumo del timo e dal canto delle cicale: un’occasione per immergerci nelle pratiche di yoga e meditazione in modo intenso e partecipato, senza per questo rinunciare ai momenti di dolcefarniente, nuotate nella baia incontaminata o di semplice benstare in pineta in compagnia di un libro o di un silenzio nutriente. Coccolati da una cucina deliziosa e genuina, che ispira momenti di convivialità dolce e leggera. Difficile non credere all’anima, a Lakazeza, quando scende la sera e si spalancano infiniti di stelle.
Ad orientare ed ispirare le pratiche, la rilettura di alcuni miti greci in chiave simbolica e archetipica.


Arianna, Perseo, Antigone, Prometeo e altri ci accompagneranno nel viaggio, mostrandoci possibilità di noi inesplorate, regalandoci nuovi sguardi – forse più attenti e meravigliati – sul tappetino, evocando immersioni avventurose e naturalmente eroiche nel nostro spazio interiore. Lo scopo, come sempre: conoscere, e poi conoscere meglio, più a fondo. E forse ri-conoscere il proprio mito, quello che si mette in scena vivendo. Per onorarlo e guarirlo.

Accostamento forse inusuale, quello tra yoga e mitologia classica, ma che vede importanti riferimenti nel lavoro di James Hillman prima, e di Selene Calloni Williams successivamente. La possibilità di creare un ponte tra Oriente e Occidente attraverso la rilettura di storie, narrazioni, la cui potenza poetica (dal verbo greco poieîn, che nel suo significato più comune significa “fare” nel senso di “produrre” e “creare”) ci racconta di un tempo delle origini, non per questo “passato” ma eternamente presente nella nostra esperienza di vita.
«Ciascuno di noi mette sulla scena della vita un mito e ciascuno di noi si risolve, si riscatta, si libera quando “vede” il mito che sta vivendo e, iniziando a dialogare con il proprio daimon, si fa co-creatore del proprio destino, cessando di esserne vittima. Chi conosce il linguaggio immaginale del mito è il padrone delle cose», sostiene Selene Calloni Williams.
Raccontare i miti, se non lo si fa in chiave moralistica, è occasione di consapevolezza e risveglio del nostro potere immaginativo: risalire alla “prima volta” in cui qualcosa si è manifestato, ci permette di uscire dalla limitata visione egoriferita, che ci fa vittime, ed universalizzare la nostra storia. Il mito di Arianna e Minosse ci permette di decifrare l’esperienza del tradimento (sia quello compiuto sia quello subìto). Il mito di Antigone fa luce sulle ragioni profonde dei nostri fallimenti e del nostro vittimismo, Prometeo ci parla della nostra relazione con il potere, Cassandra della paura, Perseo della leggerezza e dell’abbandono. I limiti, gli ostacoli, divengono risorse per sperimentare nuovi gradi di libertà. E da ogni limite, in ogni viaggio dell’eroe, si attinge a nuovi “superpoteri”: doti, qualità, possibilità che abbiamo dimenticato di possedere.
“L’archetipo non è un concetto, ma una energia plastica. […] Le cose sono ombre dei loro nomi, i nomi le legano all’archetipo che le informa. […] Gli archetipi sono dunque schemi unificanti carichi di energia emotiva e simbolica: significati significativi. La meditazione è il processo per cui dalle cose si estrae il loro significato archetipale: un processo lento, brividante, assorto…”.
E. Zolla

Chi sono?


Il mio percorso mi porta ad integrare diverse esperienze (il nome del mio progetto, Sarangi, significa appunto “mille colori”), dal tradizionale Hatha praticato e studiato in India, allo yoga di tradizione tantrica (shivaismo kashmiro non dualista), dalle tecniche di meditazione del buddismo theravada e zen, Vipassana e Anapanasati, ai principi dell’Estetica giapponese, allo shintoismo animista. Ho ottenuto l’abilitazione a Forest therapy guide sotto la guida di Selene Calloni Williams, che insieme a Noburu Okuda Do ha sintetizzato una serie di pratiche meditative e rituali ispirate appunto alla filosofia estetica giapponese e al pensiero immaginale di Hilmann.

Programma.


Le giornate saranno caratterizzate da due pratiche di gruppo al giorno, mattina e tardo pomeriggio: pratiche di hatha flow, meditazione e momenti di confronto e discussione. Incontri individuali facoltativi saranno previsti durante la giornata. Nel tempo libero sarà possibile, in soli 6 minuti di cammino, accedere alla spiaggia, praticare snorkeling nelle acque cristalline della baia, o rilassarsi sulle amache in pineta.
Il seminario è aperto a tutti i livelli di pratica. Si richiede uno stato di buona salute.

Avviso per i cittadini incalliti e i tecnodipendenti. A Lakazeza non c’è wi-fi e la connessione internet è disponibile solo in spiaggia; non ci sono bar e discoteche; l’uso dell’acqua e i consumi in generale sono orientati alla sostenibilità. Disponibili a piene mani libri a libera consultazione, cicalecci e canti di grilli, amache su cui meditare, spazi comuni dove guardarsi negli occhi e scambiare, gattini da accarezzare, stellate mozzafiato. Non luogo dove consumare esperienze, ma un’esperienza in cui immergersi e riconoscersi.

Come raggiungere Lakazeza?


Un treno veloce da Atene (raggiungibile con voli low-cost da Torino e Milano) assicura il collegamento con Corinto e l’istmo in un’ora di viaggio, con partenza ogni ora. Bus e taxi permettono poi di raggiungere la meta da Corinto.
In alternativa è possibile organizzare navette di gruppo dall’Areoporto di Atene (1,30 h di percorrenza).
L’arrivo il primo giorno è richiesto tra le 13 e le 15. La partenza l’ultimo giorno è prevista intorno alle 11-12.

Quanto costa?


Il costo della permanenza per 3 notti e 4 giorni in camere quadruple, le pratiche, i tre pasti giornalieri (ottimi piatti della cucina mediterranea e italiana, sapientemente preparati dal cuoco de Laka Zeza con prodotti biologici, dell’orto o di vicini produttori, accompagnati da vini locali) è di 470 euro. Le iscrizioni, definite dal versamento di una caparra di 70 euro alla struttura, chiuderanno il 17 luglio.

Per approfondire
https://www.sarangi.it
https://martazzolin.wordpress.com/

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