Il cambiamento, anche quello più piccolo, passa attraverso l’eliminazione di cattivi abitudini. Per quanto siamo consapevoli di ciò che ci fa bene e di ciò che ci fa male, spesso continuiamo a pensare e agire nello stesso modo. Semplicemente perché è più semplice, perché fare ciò che siamo abituati a fare, anche se non ci fa stare bene, è rassicurante.

È giunta l’ora, però, di stare davvero meglio. E quindi forza, coraggio e braccia spalancate al nuovo. Sì, ok, ma di quali abitudini stiamo parlando? In questo articolo non parleremo del cibo poco sano o del dormire poco, affronteremo un altro tipo di abitudini, più di pensiero, causa di un malessere profondo. Ti abbiamo incuriosito? Ecco 3 passi semplici per cambiare abitudini. Iniziamo!

Smettila di pensare al passato

Quante volte ti hanno detto di smetterla di guardare indietro ma di stare nel presente. E quante volte hai pensato quanto fosse inutile questo consiglio. Ecco, non è così, è un suggerimento utilissimo. Pensare al passato significa sostanzialmente non centrarsi sul presente, e nemmeno sul futuro. Significa continuare a fare confronti tra ciò che è e ciò che è stato. Significa costruirsi una gabbia da cui poi diventa difficile uscire.

Non pensare al passato non vuol dire annullare la vita precedente o rimuovere i ricordi. Tutt’altro. Significa averli ben presente, “archiviarli” nei cassetti della memoria, ma concentrarsi su ciò che siamo ora. Se sei abituato a guardare indietro, siamo sinceri, non è semplice cambiare approccio. Ma non è impossibile. Ogni qualvolta ti accorgi che sei in un’epoca differente rispetto all’oggi, switcha subito, ritorna qui!

Basta accumulare oggetti

Secondo consiglio, smettila di accumulare. Buttare, liberarti da ciò che non ti interessa, ti farà stare incredibilmente meglio, ti farà sentire più libero e più te stesso. L’accumulo il più delle volte non corrisponde a un vero bisogno, ma semplicemente al timore di buttare via.

E per accumulare non s’intende solo l’acquisto compulsivo. Intendiamo il fatto di conservare tutto, senza riuscire a eliminare ciò che non si utilizza più o ciò che è solo fonte di ricordi. L’accumulo è molto legato al concetto di passato. Quindi, datti delle regole. Chiediti cosa ti serve per davvero e cosa no, e agisci.

Non fare domani ciò che potresti fare oggi

Rimandare: verbo abusatissimo nel quotidiano. Come E se sei un procrastinatore “seriale” lo sai bene. Rimandi, rimandi, fino a saturarti sempre il tempo. Chiaramente le ragioni del procrastinare sono davvero molte, ciascuno ha le sue. C’è chi lo fa per semplice pigrizia e chi per paura, chi perché rimandando ha sempre la sensazione di avere il tempo occupato.

Non rimandare più. Fai una lista realistica delle priorità e, importantissimo, fai una cosa alla volta. Mentre stai sbrigando un’attività, concentrati solo su quella, una volta terminata, passa a quella successiva. Non rimandare più significa liberare spazio dentro di te, spazio che, una volta sgombro dal pensiero di dover fare sempre qualcosa, verrà “occupato” da pensieri più positivi e propositivi.

Inizia da piccoli cambiamenti “concreti”

Quelle descritte sono abitudini difficili da scardinare, in quanto radicate in noi, ma davvero con “esercizio” – eh sì, ci vogliono costanza ed esercizio – è assolutamente possibile ridurne l’impatto su di noi. Ma al di là di queste, puoi iniziare da qualcosa di più concreto, per esempio cambiando il tuo modo di affrontare la giornata,piccoli suggerimenti che, se seguiti, alla lunga, possono fare la differenza.

Se stai leggendo questo articolo, forse non c’è nemmeno bisogno di ricordartelo, ma lo facciamo lo stesso. Una buona abitudine da introdurre nella nostra quotidianità è lo yoga. Al momento sei solo incuriosito, ma non sei ancora un praticante. Ecco delle buone ragioni per iniziare!

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Daniela Stasi

Scrivo per mestiere. Sono giornalista professionista ed esperta in metodologie biografiche e autobiografiche. Mi occupo di comunicazione aziendale (ufficio stampa, brand journalism, corporate storytelling, biografie e storie d'impresa) e di facebook content marketing. Con grande gioia conduco laboratori di scrittura autobiografica. Il mio incubo? Rimanere senza parole...