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Prezzo: a pagamento
Data inizio: 01/10/2018
Data fine: 31/07/2019
Orari: varie fasce orarie: dalle ore 17 fino alle ore 21
Indirizzo: Via Siria 9
Città: Roma
Provincia: Roma
Regione: Lazio
Stili: Hatha Yoga

Contatti

Riferimento: Swami Shivananda Sarasvathi
Telefono: mostra numero

La scuola Surya Chandra Yoga Ashram è stata fondata nel 1989. Il termine “Ashram”, indica e riconosce un luogo sacro: esso può essere un piccolo spazio all’interno di una caverna isolata e in solitudine o una struttura all’interno di un villaggio o città. In un Ashram vi è un Guru o Yogacharya maestro di Yoga, che insegna e trasmette ai propri discepoli o studenti, la tradizione spirituale ricevuta a sua volta dal proprio Guru, seguendo così una linea tradizionale di maestri e guru (paramparaya), le sue radici affondano nelle più pure e segrete tradizioni, insegnate dagli antichi Rishi.

All’Ashram vengono insegnate e praticate, varie e innumerevoli tecniche (sadhana) all’interno della tradizione del Siddhanta Vidya Yoga

La vera pratica, non è certo la semplice metodica ripetizione di tecniche apprese, ma è l’applicazione continua dei principi dello yoga, è la capacità di riuscire a cogliere in ogni contesto e situazione i preziosi insegnamenti che la vita ci offre.

Si possono fare alcuni esempi delle discipline che vengono insegnate nel corso dell’anno nella nostra Scuola di Yoga.

Hatha yoga: Asana, posizioni posturali del corpo, vengono svolte seguendo una logica e coerente sequenza secondo i principi fisici (circolazione sanguinea) ed energetici dell’individuo (loma-viloma). Attraverso la pratica delle asana si sviluppa l’agilità, il tono muscolare, l’equilibrio, la resistenza, la flessibilità e la capacità di saper rilassare il proprio corpo. Esse ridonano energia e vitalità a tutto il sistema fisico e nervoso, sviluppando una profonda consapevolezza del corpo.

Pranayama: Controllo dei soffi vitali, controllo consapevole del respiro; procedendo inizialmente con tecniche che aiutano a capire e decondizionare il movimento del respiro, progressivamente attraverso le varie pratiche di respirazione si assimila la consapevolezza di cosa sia il Prana, praticando e utilizzando tecniche sempre più sottili e profonde. Il Pranayama ha lo scopo di armonizzare, riequilibrare i flussi energetici che scorrono nelle nadi (canali energetici), portando beneficio sui piani fisico-mentale.

Laya yoga: La parola laya significa “fusione”, “riassorbimento”, “dissoluzione”, è un insieme di modalità e pratiche volte a riassorbire tutte quelle energie e forze che normalmente vengono dissipate durante il vivere quotidiano. Con la meditazione, queste energie vengono canalizzate, portando al risveglio interiore. Il laya yoga include tecniche di meditazione che portano l’energia pranica a muoversi in determinate direzioni, risvegliando l’energia fondamentale Kundalini. Questo richiede una preparazione preliminare, attraverso le asana, la pratica del pranayama e mantra e uno sforzo cosciente a dirigere le energie risvegliate lungo la colonna, affinché poi queste si fondano nel sahasrara chakra. In questo modo si giungerà all’eliminazione delle fluttuazioni della mente, ossia proprio nello stato finale di yoga indicato negli Yoga Sutra di Patanjali.

Mantra: IL suono produce la luce, il suono produce il colore, il suono produce la forma, il suono è la causa dell’intera manifestazione. Il termine mantra prende il significato da Man (mente) Tra (strumento), strumento per la mente o ciò che protegge o è funzionale ad essa. Il mantra è utile per aumentare il potere di concentrazione della mente. Attraverso la pratica del mantra si riesce a modificare le frequenze celebrali del cervello, sviluppando le frequenze favorevoli alla meditazione.

Yantra: è un termine sanscrito che indica vari tipi di rappresentazioni geometriche dalla forma semplice o più complessa e diagrammi simbolici, utilizzati come supporto nella concentrazione o per favorire l’assorbimento meditativo (samadhi). Il termine infatti significa originariamente “veicolo”, “mezzo” o meglio ancora “strumento/oggetto atto a favorire” un’esperienza o conseguimento mistico. Viene spesso utilizzato a supporto della meditazione. In generale, ogni divinità ha il proprio yantra. Lo Yantra è uno strumento, è una concentrazione di potere, è un modo per limitare l’infinito all’interno di una geometria. Limita l’illimitato dandogli una forma attraverso intersecati legamenti, canalizzando l’essenza divina, in una forma conoscibile. Attraverso la sua meditazione si può attingere a stadi di profonda consapevolezza.

Bhajan (canto sacro): La musica è il linguaggio di Dio: Shiva suona il damaru, Krisna suona il flauto e Sarasvati suona la vina; anche il celestiale Narada si accompagna sempre con uno strumento chiamato ekadara. Il termine sanscrito bhajan, dalla radice “bhaj” (prendere parte, condividere) è strettamente legato al termine “bhakti” devozione”, e a “bhagavan”, “Essenza Divina”. Il canto devozionale rappresenta uno strumento della disciplina spirituale, in grado di connettere mente e cuore; questo spiega la ragione per cui i bhajan sono profondamente radicati nella tradizione dell’India. I bhajan sono canti, alle volte semplici, altre estremamente complessi (il sistema ritmico-melodico orientale è estremamente più articolato di quello occidentale), comunque espressi in un linguaggio pieno di devozione (bhakti), sentimento di amore e abbandono verso il Divino.

Filosofia: Tutte le discipline che appartengono alla cultura indiana, si basano su una visione filosofica, attraverso le tradizioni spirituali e le scritture sacre. Questa conoscenza Divina spirituale (sanatana dharma) è stata rivelata (srhuti) all’ origine ai Rishi (saggi) che hanno avuto il merito di saper “ascoltare” e poi trasmetterla (smriti), durante il corso del tempo per l’evoluzione e il benessere degli esseri umani. Nel nostro Ashram vengono insegnati con letture e commenti i testi e i sistemi filosofici più importanti di questa ricca conoscenza spirituale.

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