Hai mai sentito parlare di meditazione trascendentale? Dubitiamo la riposta sia no, magari anche solo per “sentito dire”, perché è una tecnica praticata da milioni di persone in tutto il mondo ed è anche studiata in modo scientifico (numerosissime le ricerche effettuate nel corso degli anni). Spesso però se ne parla in modo improprio. Così per dissipare ogni dubbio abbiamo deciso di spiegarne caratteristiche e tecniche.

Facciamo un solo passo indietro: che meditare faccia bene lo abbiamo già scritto e abbiamo già anche spiegato come iniziare a fare meditazione. In questo articolo facciamo chiarezza sulla meditazione trascendentale, ti spieghiamo cosa è e come praticarla. Poi, come sempre, sta a te capire se sperimentare o no.

Le origini

Partiamo dalle origini: la meditazione trascendentale è una tecnica meditativa nata in India (la sua origine è da ricondursi alla tradizione vedica), diffusa in Occidente nel 1958 dall’indiano Maharishi Mahesh Yogi. È pensata per accrescere il benessere psicofisico dell’individuo. Importante ricordare che non è né una filosofia né una religione, è una pratica, una tecnica, un metodo.

La meditazione trascendentale non è basata sulla concentrazione o sulla contemplazione, al contrario induce la mente a trascendere – ossia andare oltre – ogni pensiero e raggiungere la sua sorgente, laddove è stato generato. Si entra così in quello che Maharishi Mahesh ha definito il “quarto stato di coscienza”, una condizione differente dalla veglia, dal sonno e anche dall’attività onirica. Uno stato in grado di regalare una sensazione di riposo profondo, sia al corpo che alla mente. Questa particolare condizione di “consapevolezza senza oggetto” o “senza pensieri” è chiamata “trascendenza”.

Come si pratica?

La meditazione trascendentale si basa sulla ripetizione per 15-20 minuti, due volte al giorno, di uno specifico suono, il mantra. Nel linguaggio comune questo termine si usa spesso per indicare un motto, “il mio mantra è…”, ma in realtà è una parola sanscrita composta dalle radici “man” (da manas, mente, intelletto) e “tra” (da traya, proteggere), e letteralmente la si traduce in “strumento che modifica il pensiero”. Nella pratica della meditazione trascendentale il mantra più noto è l’Om, monosillabo sacro anch’esso di origine sanscrita, presente nelle due più grandi religioni indiane, l’induismo e il buddhismo. Non esiste un solo significato di Om, esistono molte accezioni a seconda del contesto in cui lo si pronuncia, in generale però evoca il principio divino che, in base a quanto asserito dalle religioni e dalle filosofie indiane, dimora in ogni essere senziente.

Nella meditazione trascendentale, l’Om va ripetuto tenendo la schiena dritta, gli occhi chiusi e la mente concentrata sul respiro, per qualche minuto.

Come si impara?

Chiunque può imparare la meditazione trascendentale, a prescindere dall’età, dal credo religioso, dalla formazione o dal livello culturale. È importante sapere però che non si può improvvisare: ti consigliamo di iniziare a praticarla con un insegnante preparato e qualificato, che ti farà da guida personale. Poi, una volta apprese le tecniche – e non ci vorrà un lungo periodo – potrai praticarla in autonomia.

La tradizione vuole che l’insegnamento sia suddiviso in due distinte fasi: l’apprendimento in sette passi e il controllo in sei passi. La prima fase è distribuita in quattro-cinque sessioni di circa due ore per quattro-cinque giorni consecutivi ed è composta da una conferenza introduttiva, una conferenza preparatoria, un’intervista personale, l’istruzione personale (durante la quale si entra nel vivo della tecnica di meditazione trascendentale) e tre sessioni di verifica. La seconda è facoltativa ma chiaramente è raccomandata. Un consiglio: se decidi di sperimentarla devi essere convinto. La curiosità e la voglia di provare esperienze nuove, non bastano. Sono necessari perseveranza e profonda convinzione.

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I benefici

Di solito con la meditazione trascendentale si riscontrano effetti positivi concreti, come una maggiore resistenza allo stress e una riduzione dell’ansia e della depressione. In generale, i benefici, provati anche sotto il profilo scientifico, riguardano una sensazione di grande pace interiore, che si raggiunge praticando con continuità.

Ma non è tutto: la meditazione trascendentale incrementa le potenzialità del cervello, compresa la creatività, perché permette di liberarsi dalla gabbia dei pensieri negativi e delle rimuginazioni.

Insomma, migliora la qualità della vita, dalle relazioni interpersonali all’approccio al lavoro. Che ne dici? Ti senti pronto a iniziare?

 

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