Meditazione Merkaba

Così come fare yoga, fare meditazione contribuisce a ridurre ansia e stress. E questo a prescindere dalla “tipologia” di meditazione seguita. E i modi di meditare sono davvero numerosi. Per esempio, hai mai sentito parlare di Meditazione Merkaba? No, allora prenditi qualche minuto per te e leggi questo articolo, parleremo proprio di Meditazione Merkaba: come si fa e a cosa serve.

Gli effetti della meditazione

Prima di iniziare a parlare in modo approfondito di Meditazione Merkaba, ricordiamo brevemente gli effetti della meditazione sul cervello, riconosciuti e divulgati dalla scienza. In breve: il cortisolo, l’ormone che nei momenti di maggior tensione causa l’aumento di glicemia e grassi nel sangue, si riduce drasticamente se calmiamo la mente e la riportiamo al ritmo del nostro respiro.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che sarebbero sufficienti 20 minuti di meditazione al giorno per due settimane per godere già dei primi benefici. Ricordiamo giusto qualche effetto benefico, sia a livello fisico che mentale:

  • Maggiore capacità di concentrarsi su ciò che si sta facendo al momento presente potendo eseguire le attività quotidiane con maggiora efficienza in minor tempo
  • Diminuzione dell’ansia
  • Sviluppo dell’intuizione e della memoria a breve e lungo termine

Il primo approccio

Approcciare alla meditazione non è così semplice come può sembrare. Abbiamo già spiegato dettagliatamente come iniziare a fare meditazione. Qui ti ricordiamo soltanto che, dopo le normali difficoltà iniziali (che si riscontrano sempre in tutte le pratiche abbracciate per la prima volta), col tempo, meditare diventerà una pratica familiare.

E come diciamo sempre per lo yoga, anche con la meditazione, non ti forzare e sforzare mai. Pian piano meditare ti verrà sempre più naturale. La meditazione è accogliere quello che c’è nel momento presente. Se un giorno c’è tensione o noia, la riconoscerai e la lascerai andare. Ma sarai in grado di riconoscere anche la gioia, la serenità e la pace. Come? Semplicemente aumentando la consapevolezza dei meccanismi della tua mente.

Cosa è la Meditazione Merkaba

Eccoci al nocciolo del nostro articolo: la Meditazione Merkaba. Per poterlo spiegare partiamo dalle origine del termine Merkaba.

Etimologia del termine Merkaba

La parola ebraica merkavah (in ebraico “carro, biga”, derivante dalla radice consonantica r-k-b, con significato “cavalcare”) è usata nella Bibbia, nel Libro di Ezechiele (1:4-26), con riferimento al carro-trono di Dio proprio nella visione profetica di Ezechiele con gli angeli detti chayyot (“esseri viventi”), ognuno dei quali ha quattro o sei ali, due ai piedi, due all’altezza del torace e due che coprono il volto, e quattro facce: di un uomo, di un leone, di un’aquila e di un bue.

Le tre sillabe che compongono il termine Merkaba – Mer. Ka, Ba. – corrispondono a tre parole che nell’antico Egitto avevano i seguenti significati:

  • Mer è relativo a un particolare tipo di luce, noto in Egitto al tempo della XVIII dinastia, rappresentato come due campi contro-rotanti di luce che ruotano nello stesso spazio;
  • Ka si riferisce allo spirito individuale della persona;
  • Ba sta a intendere il corpo o la realtà fisica.

Origine della Meditazione Merkaba

Si tratta di una complessa tecnica energetica utilizzata fin dai tempi antichi, di una forma di meditazione che si ricollega alla meditazione kabalistica: nel Sefer Yetzirah (in ebraico “Libro della Formazione” o “Libro della Creazione”), uno dei testi più importanti dell’esoterismo ebraico, si sostiene che ogni parte del corpo dell’uomo ha un suo corrispondente astrale nell’universo.

La Merkaba è anche l’immagine attraverso la quale viene creata ogni cosa, secondo schemi geometrici che circondano ogni corpo: il termine Merkaba, infatti, indica un campo di controrotazione della luce che comprende il corpo e lo spirito, reificandosi come veicolo spazio-temporale.

Secondo questa filosofia, ciascun essere umano è dotato di tre corpi: fisico, mentale ed emotivo, ognuno caratterizzato per la forma a tetraedro e per un determinato movimento energetico. Dalla controrotazione di questi campi energetici, si origina la Merkaba, in grado di trasportare il corpo e lo spirito nello spazio e nelle diverse dimensioni.

I benefici della Meditazione Merkaba

Come tutti i tipi di meditazione, anche la Merkaba, se praticata con costanza e regolarità, allevia ansia, stress e consente un maggiore controllo delle emozioni. Tra gli altri benefici:

  • insegna ad amare in modo incondizionato
  • contribuisce a modificare il proprio stato energetico
  • insegna a difendersi dalle energie negative esterne

Come si fa la Meditazione Merkaba

Per descrivere la tecnica della Meditazione Merkaba attingiamo a quanto scritto su Cure-Naturali.it, portale specializzato in benessere e vita naturale. Come si legge, esistono diverse tecniche di meditazione atte ad attivare la Merkaba. Una delle più comuni è rappresentata da una tecnica di respirazione composta da 17 respiri da praticare secondo una precisa metodologia.

Anche in questa meditazione, così come in altre, la visualizzazione ha la sua importanza: nella Merkaba si utilizza il doppio tetraedro. Il corpo va immaginato all’interno di queste figure geometriche in modo preciso: la base del tetraedro superiore all’altezza delle ginocchia, mentre la sua punta superiore si estende per un palmo di mano sopra la testa; la figura inferiore si estende dalla linea dei capezzoli fino a un palmo sotto i piedi.

I respiri iniziali

Si inizia da sei respiri iniziali, che hanno il compito di purificare. Una volta sgombrata la mente, si rivolgono i palmi delle mani verso l’alto, unendo pollice e indice, e si pronuncia “tetraedro del sole”, visualizzando la parte superiore della nostra figura riempirsi di luce. Nell’espirare, si pronuncia “tetraedro della terra”, visualizzando la parte inferiore della figura riempirsi di luce bianca.

Al termine dell’espirazione, trattenendo il respiro, si immagina di riempire la parte inferiore della figura di colore grigio e, una volta piena, muovendo gli occhi rapidamente dall’alto al basso, si fanno fuoriuscire le impurità. Questo esercizio va ripetuto sei volte, cambiando sempre il dito della mano che tocca il pollice.

Seguono 12 respiri, suddivisi in tre gruppi da quattro. Unendo pollice, indice e medio, viene visualizzato un canale di luce lungo la spina dorsale, insieme a una sfera all’altezza dello stomaco. Mediante quattro respiri, si riempie e s’ingrandisce sempre più la sfera, fino a espellerla con l’ultimo respiro. Si effettuano poi tre respiri consecutivi di rilassamento, seguiti da un respiro con cui si visualizza la sfera all’altezza del cuore.

Gli ultimi tre respiri

Gli ultimi tre respiri impongono di cambiare posizione delle mani: l’uomo mette il dorso della mano sinistra sopra il palmo della mano destra, mentre le dita si fermano alla base della mano destra; la donna fa l’esatto contrario. Le punte dei pollici si toccano. Bisogna immaginarsi all’interno del tetraedro di base.

Con il primo respiro, s’immagina che le due figure, i due triangoli, ruotino alla stessa velocità ma in senso opposto. Con il secondo respiro, le due parti della figura aumentano velocità, ruotando uno più veloce dell’altro. Con l’ultimo respiro, quello che attiva l’energia della Merkaba, la velocità di contro rotazione si sporta a “9/10 la velocità della luce”. Una volta attivata, la Merkaba va mantenuta, ripetendo la procedura entro 48 ore.

I nostri consigli

Sul web si trovano diversi video sulla Meditazione Merkaba ma, vista la complessità della tecnica, ti consigliamo di affidarti a un insegnante esperto: per questo tipo di meditazione, si tratta del facilitatore, un istruttore formato per seguire e supportare il praticante, accompagnandolo passo dopo passo nella profondità della Merkaba.

Ti ricordiamo, a tal proposito, che sul nostro portale EventiYoga, nella sezione Insegnanti, trovi un elenco sempre aggiornato di figure professionali esperte e qualificate. Infine, qui trovi qualche consiglio su come trovare il corso di meditazione perfetto.

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Daniela Stasi

Scrivo per mestiere. Sono giornalista professionista ed esperta in metodologie biografiche e autobiografiche. Mi occupo di comunicazione aziendale (ufficio stampa, brand journalism, corporate storytelling, biografie e storie d'impresa) e di facebook content marketing. Con grande gioia conduco laboratori di scrittura autobiografica. Il mio incubo? Rimanere senza parole...