Savasana

Eccoci puntuali con un altro articolo dedicato agli asana. Questa volta parliamo di Savasana, tutto sulla posizione del cadavere.

Come sempre in questa tipologia di articoli, ti diremo di cosa si tratta, i benefici che apporta, come si esegue e le eventuali controindicazioni.

Noi ti spieghiamo tutto, passo dopo passo. Tu, fai la tua parte, prova e riprova. E ricordati sempre che nello yoga l’importante non è riuscire a eseguire la posizione in modo perfetto; ciò che conta è il processo di trasformazione che vivrai praticando questa meravigliosa e antica disciplina. Basta parlare. Iniziamo!

Savasana, di cosa si tratta

È la posizione che bisogna assumere alla fine della sessione o tra un asana e l’altro: rilassante e rigenerante, è chiamata anche posizione del morto o posizione del cadavere. Tali nomi possono creare malintesi: non farti intimorire, fanno semplicemente intendere che in questa posizione bisogna essere totalmente rilassati e immobili.

L’obiettivo è il raggiungimento di un rilassamento profondo, prima del corpo e poi della mente; il fine ultimo è quello di entrare nella fase di meditazione per arrivare a percepire il proprio corpo energetico, consolidare i benefici che si sono ottenuti durante l’esecuzione degli asana più attivi e arrivare a una condizione di calma interiore.

Sembra un asana semplice ma non lo è

Iniziamo subito col dire che, nonostante l’apparente semplicità, questa posizione, facile da eseguire fisicamente, non è poi così immediata e semplice. Anzi, è proprio tra gli asana yoga considerati più difficili.

Perché? Perché per noi, essere umani catapultati in un’epoca tanto frenetica e veloce, raggiungere l’assoluto relax è un atto di grande difficoltà. I nostri muscoli sono così abituati allo stato di rigidità che non si “ricordano” come essere in uno stato rilassato.

Inoltre, durante l’esecuzione di questo asana sicuramente sarai inondato di pensieri: cosa cucinare per cena, le mille cose da fare entro domani, come trovare un rimedio alla discussione col collega, eccetera eccetera… Il nostro cervello non allenato si rifiuta di rilassarsi, ci fornisce regolarmente pensieri diversi.

Ma quanto è complesso rilassarsi veramente?

Il rilassamento non è un’azione che può essere controllata con la sola forza di volontà; riuscire ad arrivare a uno stato di meditazione profonda, infatti, implica la capacità di raggiungere un elevato equilibrio psico-emotivo.

E non è tutto: un’altra difficoltà che si incontra nell’effettuare Savasana è un disagio fisico elementare. È duro e scomodo stare sdraiati sul pavimento, fermi, immobili. Viene da muoversi, sorge un insolito prurito, si ha voglia di stirare gambe e piedi, e via dicendo.

Cosa è nello specifico Savasana?

Chiarito il concetto della complessità, ci inoltriamo nella definizione stessa di Savasana o Shavasana (viene chiamato indistintamente in entrambi i modi). Il suo nome deriva dalle due parole sanscrite shava (cadavere) e asana (posizione); chiunque pratichi, yoga, esperto o neofita che sia, sa che questo è un asana a cui non ci si può sottrarre.

Savasana è una vera e propria “liberazione” del corpo e della mente, che devono riprendersi dopo la pratica. E ci teniamo a sottolineare che non è solo importante, ma è fondamentale alla fine di ogni pratica e non si dovrebbe saltare mai.

Come il nome suggerisce, Savasana si esegue restando perfettamente immobili, in posizione supina, con le braccia stese lungo il corpo e con gli occhi chiusi per un periodo di tempo sufficiente – comunque non meno di cinque minuti – a raggiungere il riposo, la calma e la pace interiore.

L’importanza del savasana guidato

Per le difficoltà descritte sopra, quando non si è ancora maturata esperienza, si esegue il Savasana guidato, ossia ci si fa guidare dall’insegnante, e dalle visualizzazioni che da quest’ultimo vengono indotte, per raggiungere la giusta condizione meditativa.

A tal proposito, come sempre, ti ricordiamo che se non sai a chi rivolgerti, consulta l’elenco degli insegnanti presenti sul nostro portale, puoi trovarne di qualificati e preparati vicino a te. Nella sezione corsi ed eventi puoi anche trovare qualche incontro di approfondimento a tema Savasana.

Savasana, i benefici

Ecco, in sintesi, i principali benefici di Savasana.

Benefici fisici:

  • dona vitalità
  • stimola la circolazione sanguigna
  • migliora i disturbi del sonno
  • allevia le emicranie, la stipsi, l’indigestione e i dolori lombari
  • regolarizza il battito cardiaco
  • contribuisce a controllare la pressione alta

Benefici emotivi:

  • riduce lo stress
  • dona pace interiore
  • contrasta ansia e depressione

Benefici spirituali:

  • sviluppa la consapevolezza del corpo e della mente
  • sviluppa la coscienza di sé
  • rappresenta una porta per la conoscenza interiore

Come si esegue Savasana

Vediamo ora, passo dopo passo, qual è la corretta pratica di Savasana.

Sdraiati sul tappetino, allunga le gambe e distendi le braccia lungo i fianchi con i palmi delle mani rivolti verso l’alto.

Trova la posizione più comoda (o almeno provaci, non è scontato ci si riesca al primo colpo), cercando di rilassare il più possibile ogni fascia muscolare: posiziona eventualmente un cuscino o una coperta sotto la testa o sotto le ginocchia.

Passa in rassegna con la mente tutte le fasce muscolari (gambe, spalle, collo, braccia, testa e muscoli facciali), concentrandoti di volta in volta solo su una di esse e cercando di raggiungere la massima estensione possibile.

Rimani immobile e comincia a respirare senza forzature.

Resta in posizione dai 5 ai 15 minuti. Al termine, esci dalla posizione di immobilità molto gradualmente, compiendo movimenti lenti e voltandoti prima su un fianco con le ginocchia raccolte.

Se sei incinta ti consigliamo di eseguire Savasana sdraiandoti su un fianco e posizionando un numero sufficiente di coperte e cuscini per trovare la posizione più comoda.

I nostri consigli per non distrarsi durante il Savasana

Le fasi descritte sembrano semplici da eseguire, e, in effetti, dal punto di vista fisico non sono complicate. Esiste, però un ostacolo che impedisce, soprattutto ai principianti, di praticare Savasana in modo corretto: la distrazione e l’affollamento dei pensieri di cui abbiamo già scritto sopra.

Ecco quindi qualche consiglio:

  • scegliere con cura il luogo, che dovrebbe essere silenzioso e con le giuste condizioni di illuminazione e temperatura;
  • indossare indumenti comodi, caldi, ma non ingombranti;
  • procurarsi delle coperte: durante la fase di meditazione la temperatura corporea scende velocemente; puoi anche posizionare una coperta sotto la schiena per ammorbidire il tappetino;
  • coprire gli occhi con una fascia può aiutare a non farsi distrarre dalla luce che filtra tra le palpebre;
  • non eseguire questa posizione a stomaco pieno;
  • non addormentarsi: visualizzare immagini positive, come una fonte di luce che ci illumina o un pavimento morbido che ci avvolge o qualsiasi altra visualizzazione che ci consenta di essere “presenti” e consapevolmente rilassati;
  • concentrarsi sulla respirazione, che deve essere lenta e profonda;
  • per rilassare la mente puoi ripetere il mantra o concentrarti sul respiro.

Letture consigliate

Yoga Nidra. Lo yoga del rilassamento profondo di Barbara Kündig: un manuale di auto-aiuto che propone metodi di rilassamento profondo semplici ed efficaci.

Lo Yoga Nidra è raccomandato per rafforzare il sistema immunitario, migliorare i disturbi cardiovascolari, l’emicrania e la cefalea, è indicato per problemi di sonno e promuove in generale la concentrazione e la creatività.

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Tutto quello che c’è da sapere sul Savasana nello yoga

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Daniela Stasi

Scrivo per mestiere. Sono giornalista professionista ed esperta in metodologie biografiche e autobiografiche. Mi occupo di comunicazione aziendale (ufficio stampa, brand journalism, corporate storytelling, biografie e storie d'impresa) e di facebook content marketing. Con grande gioia conduco laboratori di scrittura autobiografica. Il mio incubo? Rimanere senza parole...

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