Siddhasana

Puntuali come un orologio svizzero, eccoci con un altro articolo dedicato agli asana. Questa volta parliamo di Siddhasana: tutto sulla posizione yoga perfetta. Leggendo vedrai che Siddhasana è una posizione yoga legata alla pratica della meditazione.

Come sempre in questa tipologia di articoli, ti diremo di cosa si tratta, i benefici che apporta e come si esegue. Ti spieghiamo tutto, passo dopo passo. Tu, dal canto tuo, impegnati a essere costante, aspetto fondamentale sia per lo yoga sia per la meditazione. Anzi, per la meditazione, i cui benefici sono numerosissimi ma non immediati, il rischio è proprio quello di mollare perché non ci si sente portati. Non farlo, prova e riprova, tenendo a mente che nello yoga ciò che conta è il processo di trasformazione che vivrai man mano che pratichi. Bando alle chiacchiere. Buona lettura e buona meditazione!

Perché meditare

Prima di addentrarci nel vivo di Siddhasana, ti ricordiamo brevemente quali sono gli effetti della meditazione sul nostro cervello. È scientificamente provato che quando si medita, le onde cerebrali si acquietano e più si medita, più si rimane in uno stadio di maggiore calma. Meditare, quindi, non significa “non pensare”, piuttosto concentrarsi, lasciar andare ciò che è fuori, rumori, odori e ogni sensazione derivante dai sensi, sperimentando uno stato di silenzio e pace dove la mente è calma. Ecco qui alcuni effetti della meditazione sia a livello fisico che mentale:

  • sviluppo della capacità di concentrarsi su ciò che si sta facendo al momento presente potendo eseguire le attività quotidiane di vita, studio e lavoro con maggiora efficienza in minor tempo;
  • rallentamento delle onde Gamma con conseguente diminuzione dell’ansia;
  • sviluppo della memoria a breve e lungo termine;
  • diminuzione delle tensioni fisiche dell’insonnia;
  • incremento dell’energia nel corpo;
  • sviluppo dell’intuizione.

Se non hai mai meditato, ti consigliamo di leggere l’articolo come iniziare a fare meditazione, una vera e propria guida per i principianti.

Siddhasana, di cosa si tratta

Primo aspetto da mettere in evidenza su Siddhasana è che un asana di Hatha Yoga ed è annoverata tra le cosiddette “posizioni sedute”: si pratica, infatti, stando seduti con i talloni all’inguine.

Il termine deriva dal sanscrito “siddha” che significa “perfezione” e “asana” che come è noto significa “posizione”, quindi la traduzione letterale è “posizione perfetta”.

Perfetta per l’azione che esercita sui chakra e perché insieme a Padmasana la posizione del loto, Siddhasana è tra le posizioni più consigliate per meditare.

Padmasana
Padmasana, posizione del loto

Per capire la sua diffusione e l’importanza che si è sempre data a questa posizione, basti dire che è ritratta su incisioni risalenti a circa quattromila anni fa, tra le più antiche rappresentazioni dello yoga.

A cosa serve Siddhasana

Scopo di Siddhasana è quello di consentire al praticante di trovare una posizione comoda per la meditazione. Chi medita sa bene che, soprattutto agli inizi, trovare la posizione per concentrarsi e lasciarsi andare durante la pratica è davvero uno degli aspetti più ardui. Per i motivi più vari: dalla difficoltà di stare fermi per un periodo medio-lungo ai dolori che emergono in determinate posture.

Siddhasana, così come altri asana, presenta tutte le caratteristiche essenziali delle posizioni ideali per meditare: la stabilità, il fatto di poter essere mantenuta a lungo, consente di non addormentarsi (rischio ben presente nelle posizioni da sdraiati), permette di tenere la colonna vertebrale ben dritta.

Siddhasana, i benefici

Ecco, in sintesi, i benefici psicofisici di Siddhasana:

  • calma la mente e contrasta lo stress;
  • contribuisce a migliorare la postura e a rinforzare la colonna vertebrale e i muscoli della schiena;
  • aumenta la flessibilità di anche, ginoccha e caviglie;
  • agevola la circolazione del sangue nella zona lombare;
  • massaggia gli organi addominali;
  • stimola in particolare il primo chakra;
  • favorisce la concentrazione.

Come si esegue Siddhasana

Vediamo ora qual è la corretta pratica di Siddhasana.

Siediti sul tappetino. Dopodiché incrocia le gambe, stando ben attento a porre le ginocchia e gli stinchi a contatto con il tappetino stesso.

I piedi sono sovrapposti davanti al perineo, la schiena è eretta, il collo e la testa sono in linea con la colonna vertebrale.

Allunga le braccia, rilassa le spalle e appoggia le mani sulle ginocchia. Fai attenzione a non contrarre le spalle, è uno degli errori più frequenti.

Mantieni la posizione per tutto il tempo della meditazione. Come diciamo sempre, se le prime volte non ce la fai, nessun problema, praticando costantemente riuscirai nell’intento.

Possibili varianti

Le varianti di Siddhasana sono veri e propri asana. Oltre a Padmasana, la posizione del loto, che abbiamo già menzionato, ricordiamo Sukhasana, posizione semplice, che differisce da Siddhasana per l’incrocio delle gambe sotto il ginocchio opposto.

Sukhasana

Controindicazioni

Evita di praticare Siddhasana se soffri di sciatalgia o se avverti dolori alle ossa sacrali e alle ossa del bacino.

I nostri consigli

Ed eccoci all’angolo dei “consigli”. Innanzitutto se proprio fatichi a stare seduto direttamente sul tappetino, puoi aiutarti con i cuscini da meditazione: i ReZafu, indicati proprio per le fasi di meditazione perché aiutano a mantenere la schiena dritta, e i cuscini di varie forme, rettangolari, quadrati, a mezzaluna, utili per evitare di appoggiare le articolazioni più delicate su una superficie dura.

CUSCINO DA MEDITAZIONE REZAFU

Inoltre, come diciamo spesso negli articoli dedicati alle posizioni, se sei all’inizio della pratica yoga, meglio che ti affidi a un insegnante; può guidarti nella corretta esecuzione, correggerti e aiutarti a fermarti al momento giusto per evitare di farti male. Anche in quegli asana che sembrano facili e scontati, ma che in realtà non lo sono affatto.

Non sai a chi rivolgerti? Consulta l’elenco degli insegnanti presenti sul nostro portale, puoi trovarne di qualificati e preparati nella tua zona di riferimento.

Un altro consiglio che ripetiamo spesso, anch’esso sempre valido, è di ascoltare il tuo corpo, senza forzarti e sforzarti. Accetta e rispetta i tuoi limiti, vai alla scoperta delle tue potenzialità. Vedrai che inizierai a conoscerti in modo molto più profondo e vero.

Letture consigliate

Meditazione yoga. Calmare la mente e risvegliare il proprio spirito interiore di Stephen Sturgess: un testo per imparare a conoscere lo yoga nel suo più ampio significato spirituale, così come ci è stato tramandato dall’antico saggio Patanjali. Per scoprire come accedere al sistema energetico interno: alla forza vitale (prana), ai centri e ai canali energetici (chakra e nadi), alla kundalini, l’energia spirituale che giace dormiente in attesa di essere risvegliata. Il libro presenta una vasta gamma di posizioni yoga, pratiche di purificazione, tecniche di respirazione e meditazione, che ti aiuteranno a conquistare un corpo flessibile e una mente pacificata e vitale.

Meditazione yoga. Calmare la mente e risvegliare il proprio spirito interiore

Imparare la meditazione: Come ritrovare in modo semplice equilibrio, serenità ed energia per la vita di tutti i giorni di Ananta Del Greco: una serie di consigli ed esercizi per apprendere l’arte della meditazione, per calmare lo stress e ritrovare la calma e la forza. Tra i temi presenti nel manuale: cos’è esattamente la meditazione, come funziona e come arricchire la vita con una pratica costante; come iniziare ad agire invece di reagire; quali abitudini non fanno bene e come cambiarle grazie all’aiuto di una regolare meditazione; cosa ha a che fare la meditazione con l’amore per se stessi e come imparare ad amare se stessi; con quali esercizi si può persistere e rendere una regolare meditazione parte integrante della vita.

Imparare la meditazione: Come ritrovare in modo semplice equilibrio, serenità ed energia

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Daniela Stasi

Scrivo per mestiere. Sono giornalista professionista ed esperta in metodologie biografiche e autobiografiche. Mi occupo di comunicazione aziendale (ufficio stampa, brand journalism, corporate storytelling, biografie e storie d'impresa) e di facebook content marketing. Con grande gioia conduco laboratori di scrittura autobiografica. Il mio incubo? Rimanere senza parole...