tipi di yoga per dimagrire

Partiamo dal presupposto, detto e ribadito più volte, che lo yoga è un’antica disciplina che porta innumerevoli benefici al corpo, alla mente e allo spirito. È quindi una disciplina olistica a tutti gli effetti. E dovrebbe essere scelto come stile di vita. Questo fatto non esclude però che lo yoga possa apportare benefici anche specifici, come per esempio la perdita di peso. In questo articolo vedremo proprio i tipi di yoga per dimagrire.

Gli effetti benefici dello yoga

Prima di illustrare i tipi di yoga per dimagrire, ricapitoliamo velocemente gli effetti che lo yoga può avere sul nostro corpo. Oltre ad apportare evidenti benefici psicologici, ricordiamo infatti che esistono alcune posizioni che aiutano a combattere la cellulite, così come ci sono posizioni che contrastano il mal di testa o esercizi contro il mal di schiena. O ancora, si ricorda che è possibile ridurre i dolori mestruali con lo yoga.

Ribadiamo che questi sono effetti dello yoga, benefici, non sono le ragioni per cui questa disciplina deve essere scelta e praticata. Sono conseguenze benefiche che s’incontrano grazie a una pratica costante.

I tipi di yoga per dimagrire

Ma veniamo ora ai tipi di yoga per dimagrire. Iniziamo col dire che, contrariamente a quanto si pensa, dimagrire con lo yoga è possibile. Con una pratica continuativa, infatti, si presta maggiore attenzione al corpo e si migliorano le abitudini alimentari. A ogni posizione yoga corrispondono determinati benefici fisici. In più le asana favoriscono la concentrazione e la “purificazione” di corpo e mente. Questo aspetto, determinante per lo yoga, influenza la perdita di peso perché porta a una maggiore consapevolezza e a un maggior movimento.

Tutti i tipi di yoga consentono di bruciare calorie, aumentano la flessibilità e il tono muscolare, calmano la mente e generano un senso di serenità. Ma se l’obiettivo è perdere peso, alcune pratiche sono più efficaci di altre. Arriviamo al dunque e vediamo quindi i tipi di yoga per dimagrire.

Tra i tipi di yoga per dimagrire spiccano senz’altro il Power Yoga e il Vinyasa Flow, discipline dinamiche che consentono di ottenere la giusta combinazione tra allenamento cardiovascolare e potenziamento muscolare. Un mix che permette quindi di bruciare i grassi e aumentare la massa muscolare. Anche se tutti i tipi di yoga portano ad avere muscoli più tonici, questi due stili permettono di bruciare da 400 a 600 calorie all’ora.

Power Yoga

Partiamo dal Power Yoga che, nato dall’ashtanga, è la tipologia di yoga più veloce e aerobica in assoluto, nel quale il focus è sulla forza. Non a caso la sensazione generale dopo una lezione di Power Yoga è di benessere ed energia. È una vera evoluzione dello yoga, ne mantiene i principi sposandoli con quelli della moderna ginnastica occidentale: è un’attività dinamica che unisce ai benefici a livello mentale e muscolo-scheletrico offerti dallo yoga quelli propri di un allenamento cardiovascolare.

Nel Power Yoga, le asana vengono modificate ma mai stravolte: a cambiare è il ritmo degli esercizi, per cui il passaggio da una posizione alla successiva è appunto più dinamico. Il Power Yoga distende le articolazioni, potenzia i muscoli scheletrici, aumenta la potenza vascolare, migliora il flusso sanguigno e incrementa la capacità respiratoria. La durata di una lezione di Power Yoga generalmente è di 50/60 minuti, e per come tutte le discipline, per ottenere benefici significativi, dovrebbe essere praticato con regolarità almeno due o tre volte a settimana.

Ecco come è strutturata indicativamente una lezione di Power Yoga. Durante il riscaldamento si eseguono semplici movimenti multiarticolari e si inizia a lavorare con la respirazione. Terminata questa fase, si comincia con le combinazioni di asana, eseguite in modo dinamico unendole tra di loro in maniera fluida. Durante la fase finale si eseguono posizioni rilassanti, per accompagnare il ritmo cardiaco verso il riposo e allungare i muscoli e le articolazioni sollecitati durante l’allenamento.

Vinyasa Flow

Tra i tipi di yoga per dimagrire è stato menzionato anche il Vinyasa Flow Yoga, stile che nasce dall’esperienza del maestro indiano Tirumbalay Krishnamacharya, considerato a tutti gli effetti il padre dello yoga moderno. Il Vinyasa Flow Yoga è caratterizzato dalla particolare fluidità dei movimenti, eseguiti in coordinazione con il respiro.

La differenza principale tra gli stili più tradizionali e il Vinyasa Yoga è proprio nello svolgimento della sequenza delle posizioni; queste, infatti, si eseguono più velocemente e, soprattutto, sono collegate fra di loro in un flusso continuo, come se l’insieme fosse una sorta di danza. Gli elementi di collegamento sono rappresentati da specifici asana di transizione e da tecniche di respirazione profonda, in modo che ogni movimento sia accompagnato da un’espirazione o un’inspirazione.

Le sequenze sono libere e possono essere create vere e proprie coreografie, spesso molto artistiche ed eleganti. Solitamente vengono scelte posizioni che allenano alternativamente muscoli agonisti e muscoli antagonisti; in questo modo la postura viene rafforzata e si raggiungono livelli di equilibrio decisamente elevati.

Gli asana intermedi, di collegamento, vengono chiamate per l’appunto “transizioni”, che rappresentano una delle caratteristiche più peculiari del Vinyasa Flow Yoga. Oltre a svolgere una funzione di armonizzazione del movimento, le transizioni servono per riportare muscoli e tendini in posizione distesa prima di affrontare un nuovo asana.

Le transizioni principali sono tre: Chaturanga Dandasana (la posizione del bastone a terra), che rinforza e tonifica i muscoli e le articolazioni di tutto il corpo, fortifica i muscoli della schiena e migliora la postura; Urdhva Mukha Svanasana (la posizione del cane a testa in su), che distende e tonifica tutta la muscolatura della schiena e delle braccia, allarga i polmoni, consentendo di respirare con più facilità, e attiva gli organi interni della fascia addominale; Adho Mukha Svanasana (la posizione del cane a testa in giù), che dà molta energia e rinforza più o meno tutta la muscolatura.

Tra i vari stili il Vinyasa Flow Yoga è il più “occidentalizzato”. Anche se non bisogna mai perdere la concentrazione: per una buona riuscita è, infatti, indispensabile mantenere l’attenzione sulla respirazione, che deve essere eseguita per tutta la durata della sessione. Si ricorda che il Flow Yoga è una disciplina fisicamente molto impegnativa che richiede una certa preparazione.

Per poterla praticare bisogna possedere alcuni requisiti: potenza muscolare, equilibrio e resistenza. Tuttavia anche il Vinyasa Flow Yoga, come tutti gli altri stili, si basa sul principio di rispetto dei ritmi del proprio corpo; anche se non si possiede una preparazione atletica, si può cominciare a praticarlo. Con costanza e pazienza si potranno raggiungere risultati apprezzabili in poco tempo.

Il saluto al sole, ottimo come riscaldamento e non solo…

Forse sarai sorpreso ma una sequenza che consente di sudare molto, decisamente nota tra i praticanti, è il celebre saluto al sole: indicato per riscaldare il corpo prima di eseguire le posizioni, questo semplice esercizio è consigliato anche per tonificare e quindi eliminare chili in eccesso. Sempre senza snaturarne il senso, s’intende. Per una corretta esecuzione, è fondamentale lasciarsi guidare dal respiro: respira regolarmente e lentamente e, a ogni atto respiratorio, effettua un movimento.

Infine, alcuni eserzici yoga sono consigliati per una pancia piatta. Ricordiamo: Uthkatasana (la posizione della sedia), Naukasana (la posizione della barca), e Bhujangasana (la posizione del cobra).

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Daniela Stasi

Scrivo per mestiere. Sono giornalista professionista ed esperta in metodologie biografiche e autobiografiche. Mi occupo di comunicazione aziendale (ufficio stampa, brand journalism, corporate storytelling, biografie e storie d'impresa) e di facebook content marketing. Con grande gioia conduco laboratori di scrittura autobiografica. Il mio incubo? Rimanere senza parole...

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