Viaggio Yoga: cerimonia di apertura

Un reportage sul mondo della yoga nel paese in cui lo yoga è nato: l’India.

Nel secondo appuntamento del nostro reportage/diario su un viaggio yoga molto speciale parliamo della cerimonia d’apertura del corso.

Il viaggio in India della nostra testimonial d’eccezione, Vanessa Fabbrilei, una delle insegnanti inserite nel nostro portale.

Un viaggio studio che ci racconterà la pratica yoga e non solo. Scopriamo insieme come sono andati i rituali di purificazione che hanno aperto le cerimonie di inizio corso per la nostra Vanessa.

India: rituali, tradizione, accoglienza. Prima settimana

Come ogni volta, ad inizio della formazione insegnanti, quello a cui prendiamo parte è la cerimonia di apertura del corso.

La cerimonia prevede una puja, ovvero, un rituale dove si offre qualcosa ad una divinità per far sì che essa si prenda cura delle persone che fanno parte di questa cerimonia.

E’ sempre molto affascinante vivere direttamente uno di questi rituali, così diversi come esecuzione ma in fondo così simili a ciò che avviene nelle nostra orazioni cristiane.

In fondo, tutto si assomiglia, probabilmente da sempre. Anche noi, nelle nostre ritualità, offriamo qualcosa al divino, cantiamo, recitiamo.

Cos’è un puja?

In questi rituali tendenzialmente l’offerta è rivolta ad Agni, la divinità del fuoco.

Una delle divinità più importanti del pantheon induista perché il fuoco è presente ovunque ed è il motore della vita, in quanto il sole stesso è una forma di fuoco. Il fuoco elimina le tossine dal corpo, attivando Agni della digestione, così come elimina le tossine mentali, fonte di tutte le malattie e disequilibri del nostro quotidiano attraverso lo yoga e le tecniche di pranayama e meditazione.

Come avviene la cerimonia di apertura?

Durante queste cerimonie ci si siede tutti in cerchio, ma prima di tutto viene preparato un grande mandala fatto di fiori che si trova al centro del cerchio.

In ogni shala esistono dei disegni geometrici sul pavimento lungo i quali vengono sistemati i fiori così da creare il mandala della cerimonia, geometricamente perfetto. La cerimonia è guidata da un bramino, conoscitore della lingua sanscrita e delle formule rituali vediche (ovvero tratte dai testi Veda, tra i testi più antichi a noi giunti) da recitare durante il rituale.

Sono formule che vengono recitate velocemente, incomprensibili per chiunque. Viene acceso un piccolo braciere che rappresenta il fuoco ma sono anche presenti tutti gli elementi sacri alla filosofia dello yoga e dell’ayurveda: spazio, etere, acqua, terra. E ovviamente fuoco.

Goa e la spiaggia di Arambol

La purificazione

Ogni partecipante al cerchio deve sedersi davanti al bramino, a turno, che reciterà per lui una formula rituale in sanscrito e chiederà al partecipante di buttare un pò di ghee (burro chiarificato presente in una ciotola) sopra il fuoco.

Prima di questo però il partecipante deve pensare a cosa vuole bruciare simbolicamente con questo gesto: qualcosa di cui vuole disfarsi, qualcosa che lo opprime. Poi gli verrà messo al polso un filo di colore rosso, rappresentante la divinità Agni.

Purificazione nell’uomo e nella donna

Agli uomini verrà legato al braccio destro in quanto il lato destro del corpo rappresenta la parte maschile, solare (surya) mentre alle donne verrà legato al braccio sinistro, il lato femminile, lunare (chandra).

Viene poi posto il tipico Bindi (pallino rosso tra le sopracciglia) fatto con una spezia di colore rosso. Questo punto simboleggia il terzo occhio, il punto in cui si incontrano tutte le energie manifeste e non manifeste, la lungimiranza e l’intuizione.

La conclusione della cerimonia d’apertura e i rituali indiani

La cerimonia si conclude nel momento in cui tutti i presenti hanno ricevuto questo rituale, con il canto di un mantra e qualche minuto di meditazione.

I rituali in India sono molto presenti e tante sono le divinità che fanno parte del pantheon induista. Ogni rituale cambia, in base alla divinità a cui è rivolto.

Le Puja dedicate per esempio a Ganesh (la divinità metà elefante) prevede la donazione di cibo, preferibilmente dolce, in quanto pare che questa divinità sia particolarmente golosa.

Spesso in India, lungo le strade, troviamo dei piccoli altarini dove vengono effettuate le puja e spesso troviamo altarini carichi di cibo. Non c’è dubbio in tal caso che questa sia dedicata a Ganesh!

Le divinità in India: le più importanti

Ganesh, insieme ad Agni e a Shiva, è una delle divinità più adorate in India in quanto è colui che rimuove gli ostacoli (gli elefanti sono infatti gli animali più forti e lui per metà è un elefante e con la sua proboscide rimuove gli ostacoli) e spesso si trovano le sue statue o raffigurazioni davanti alle porte delle case, come buon auspicio nei confronti delle famiglie che abitano in quelle case.

Inoltre è il protettore delle donne e dei bambini.

E’ bellissimo girare per le strade perché in ogni strada possiamo trovare un mondo, ogni strada ha il suo microcosmo….

Goa: le bellezze della città indiana

Qui a Goa la realtà è diversa, rispetto a gran parte del resto dell’India. Qui si vive il senso di libertà, di condivisione e di pace, di unione.

la spiaggia di Arambol

Non ci sono diversità, non importa che tu sia bianco, nero, giallo, con le trecce, con il corpo dipinto. Non importa che tu stia meditando in spiaggia o facendo yoga, correndo o giocando a palla, ballando o creando bolle di sapone giganti. Nessuno disturba nessuno, nessuno giudica nessuno.

Questo è lo spirito di Goa, aldilà di chi qui viene a ricercare lo sballo e le feste.

La spiaggia è sempre popolata, al mattino per vedere l’alba e la sera per osservare il meraviglioso sole tramontare sull’oceano….

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Viaggio Yoga: alla scoperta della meravigliosa India

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Insegno yoga per passione e amore profondo. Sono insegnante ma al tempo stesso eterna studentessa. Pratico hatha yoga, yin yoga, power yoga a tutti i livelli e spero di vivere mille anni solo per continuare a praticare questa meravigliosa disciplina! Ciò che amo di più è trasmettere questa mia passione a più persone possibili!

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