Viaggio Yoga: Kriya, ovvero le tecniche di pulizia interne

Un reportage sul mondo della yoga nel paese in cui lo yoga è nato: l’India.

Hatha Yoga: Kriya le tecniche di pulizia interna. Prosegue il viaggio in India della nostra testimonial d’eccezione, Vanessa Fabbrilei, una delle insegnanti inserite nel nostro portale.

Un viaggio studio che ci racconterà la pratica yoga e non solo. Scopriamo insieme come è andata la pratica della pulizia interna

Pratiche per pulire il corpo

Per quanto ci possa risultare incomprensibile per la nostra cultura e per i nostri condizionamenti, quando siamo in India dobbiamo sicuramente aprirci ad una visione diversa rispetto alla nostra e accettare e provare anche quello che in questa cultura fa parte della tradizione, senza giudicare.

Questa premessa è necessaria per accettare la descrizione di una delle tante pratiche che qui vengono utilizzate per pulire il corpo dall’interno.

Quanto laviamo il nostro corpo internamente? Noi occidentali prestiamo molta attenzione alla pulizia esterna del corpo ma spesso non pensiamo a quante tossine e sporcizia accumuliamo internamente, a causa della qualità dell’aria che respiriamo e del cibo che introduciamo.

Hatha yoga: Krya, pratica per pulire il corpo

In India esistono delle pratiche che servono a ripulire il corpo dall’interno. Queste vengono descritte, nell’hatha yoga, come Krya.

pulizia del corpo con Krya

Stamani siamo stati introdotti ai krya più semplici, ovvero, la pulizia profonda delle nadi nasali (narici) e delle vie respiratorie alte attraverso due tecniche, lota neti e Sutra Neti

Lota Neti e Sutra Neti, tecniche per pulire le narici

La prima decisamente più semplice.

La lota è un piccolo strumento che somiglia ad una teiera che va riempita di acqua tiepida e sale.

Quanto tiepida e quanto salata? Deve essere identica al ph interno del nostro corpo e alla sua temperatura.

Come lo sappiamo? Basta sentire una nostra lacrima che custodisce il giusto grado di salinità e la giusta temperatura. Una volta riempita la lota basta inclinare la testa da un lato, appoggiare il beccuccio della lota ad una narice e far uscire l’acqua dall’altra narice.

Una lota completa per ogni narice. Semplice!

La respirazione avviene con la bocca e se sentiamo che l’acqua entra nella gola basta espirare forte dalla gola stessa e l’acqua non riuscirà a passare oltre.

Dopo questa pratica le nostre narici saranno apertissime, avremo bisogno di soffiarci il naso più volte anche a distanza di ore, perché continueremo ad avere la necessità di eliminare liquidi.

Lota, tecnica di pulizia del naso

Vantaggi della pratica

Dopo questa pratica le nostre narici saranno apertissime, avremo bisogno di soffiarci il naso più volte anche a distanza di ore, perché continueremo ad avere la necessità di eliminare liquidi.

Il che non fa altro che continuare a ripulire profondamente il nostro naso, prevenire sinusiti e otiti e continui raffreddori. Questa pratica fortifica il nostro sistema di respirazione perché lo rende pulito dall’interno.

Sutra Neti

Il secondo metodo invece, Sutra Neti, presenta non poche difficoltà.

Veniamo dotati singolarmente di un tubicino di gomma che dobbiamo rendere scorrevole bagnandolo con olio. Questo tubicino deve essere introdotto delicatamente in una narice e mosso e spinto fino a che non trova il canale respiratorio che porta alla gola.

Sutra neti, tecnica di pulizia del naso e della gola

Una volta trovato il foro, spingerlo ancora delicatamente fintanto che non lo si sente nella gola e una volta lì, con un colpo di tosse, guidarlo verso la bocca dove, con indice e medio, dovremmo afferrarlo, più o meno all’altezza dell’ugola, e farlo uscire dalla bocca.

In pratica il tubicino deve mantenere un’estremità nel naso e uno nella bocca così da poter essere afferrato con due mani e mosso su e giù così da permettere che tutto il canale venga ripulito, narici e gola. Una volta fatto ciò più volte, il tubicino dovrà esser completamente tirato via facendolo passare dalla bocca.

Vantaggi della pratica

Per quanto possa sembrare cruenta e brutale, questa pratica in realtà ci porta non solo a trarre un beneficio fisico immediato e potente ma soprattutto a dover andare oltre tutti i nostri condizionamenti mentali. Accettare di introdurre qualcosa di solido nella narice, la paura di farsi male, il senso di vomito, la paura infinita di non riuscire, ma soprattutto il blocco mentale che ci condiziona e che ci blocca anche solo nel pensare di poter fare una cosa del genere.

E’ una pratica meditativa e di ascolto del sé molto profonda.

Dobbiamo portarci nell’ascolto di ogni singolo millimetro che percorriamo, guidare il tubicino nella giusta direzione, rilassare completamente ogni muscolo, ogni singolo muscolo del nostro corpo, trovare la giusta posizione, respirare lentamente ed evitare che la paura blocchi il respiro stesso e contragga i muscoli. Una ricerca continua di adattamento e di concentrazione.

La mente necessariamente deve essere totalmente svuotata per evitare che il pensiero di ciò che stiamo facendo crei l’ostacolo che non ci permetta di farlo.

E’ la ricerca costante dell’abbandono, la ricerca costante del metodo, l’ascolto del proprio corpo e la necessità di essere più forti nella volontà piuttosto per andare oltre i meccanismi automatici della mente  e dei suoi condizionamenti.

Il beneficio? Un respiro immenso, profondo, come mai percepito prima. Questa pratica ci permette di ripulire profondamente le vie aeree superiori, il naso, la gola, ma non solo,  riusciamo a percepire il beneficio fino alla trachea.

Questa pratica permette e induce una respirazione profonda, completa, un senso di pulizia interiore e leggerezza.

Liberarsi dalle proprie paure

L’importante è riuscire ad andare oltre i nostri condizionamenti, giudizi e pregiudizi e sperimentare senza paura.

Una volta liberati dalla paura, accade. Come sempre nello yoga, accade nel momento in cui la nostra mente, il nostro corpo e la nostra anima sono pronti ad accoglierlo.

Nello yoga, uno dei fondamenti  per poter accedere poi alla pratica e agli asana è pulire il corpo. Pulire il corpo non significa detergerlo solo esternamente ma detergerlo sopratutto internamente.

Questo perché quando ci portiamo nella pratica degli asana, il corpo deve avere meno tossine possibili da espellere perché la pratica dello yoga non è finalizzata verso questo, ma a creare uno stato meditativo e di osservazione che ci permetta di trovare comodità e stabilità in ogni singola posizione. Se il corpo è pesante e internamente carico di tossine, la nostra pratica non potrà muoversi verso il suo fine, ovvero, lo stato meditativo perché sarà troppo impegnata a doversi occupare di eliminare le tossine fisiche.

In India, prima di ogni pratica di asana, viene fatta la pratica di pulizia interna del corpo proprio per poter essere poi in grado di godere appieno del vero senso della pratica stessa.

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Insegno yoga per passione e amore profondo. Sono insegnante ma al tempo stesso eterna studentessa. Pratico hatha yoga, yin yoga, power yoga a tutti i livelli e spero di vivere mille anni solo per continuare a praticare questa meravigliosa disciplina! Ciò che amo di più è trasmettere questa mia passione a più persone possibili!

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