Dopo aver illustrato i benefici e le potenzialità di Virabhadrasana 1, la posizione yoga del guerriero 1, eccoci a parlare di Virabhadrasana 2, la posizione yoga del guerriero 2.

Entrambe sono considerate tra le principali posizioni in piedi dello yoga. Ed entrambe servono a sviluppare e rafforzare un deciso radicamento e un migliore equilibrio.

Tuttavia, come abbiamo scritto anche per Virabhadrasana 1, non preoccuparti se non riesci subito a eseguire la posizione: prova, riprova e prova ancora. L’aspetto trasformativo dello yoga è proprio quello di cambiare durante il percorso, nel tragitto che porta a eseguire un asana nel migliore dei modi. Che non è e non sarà mai il migliore dei modi in assoluto, ma il migliore dei modi per te. Per te che hai determinate caratteristiche, diverse da chiunque altro al mondo. Nello yoga – così come nella vita in generale, è il viaggio che conta più che la meta.

Dunque siamo pronti a entrare nei meandri dell’articolo su Virabhadrasana 2, tutto sulla posizione yoga del guerriero 2. Ne spieghiamo il significato, ti diciamo di cosa si tratta e a cosa serve, ne illustriamo i benefici, le controindicazioni e spieghiamo, passo dopo passo, come eseguirlo. Via, buona lettura e buona pratica!

Virabhadrasana 2, di cosa si tratta

Se pratichi yoga sai benissimo quanto questa disciplina prenda le distanze da tutto ciò che evoca la guerra e i conflitti. Sei sei uno yogi navigato conosci bene anche il concetto di Ahiṃsā, termine sanscrito generalmente tradotto con nonviolenza: importante precetto dell’Induismo, del Giainismo e del Buddhismo, citato negli antichi testi delle Upaniṣad già nel IX secolo a.C.

Quindi viene spontaneo chiedersi perché è stato dato il nome di un guerriero a una posizione yoga. Lo abbiamo già spiegato nell’articolo dedicato a Virabhadrasana 1, ma lo rispieghiamo qui. È importante saperlo perché, nel comprendere le ragioni, si entra più nelle profondità della posizione.

Cosa narra la leggenda

Secondo la tradizione induista, Virabhadra (“Vira” in sanscrito significa eroe e “Bhadra” stabile) era un potente guerriero nato da un capello che il dio Shiva si strappò e gettò nel Gange: lo si trova spesso rappresentato davanti ai templi, come un guardiano, raffigurato con occhi infuocati e numerose braccia.

La leggenda narra che il re delle montagne (padre della dèa Parvati, sposa di Shiva), in occasione di una festa, dimenticò di invitare Shiva: il dio si infuriò e diede vita a un figlio con l’intento di annientare il re. Il figlio, Virabhadra, sfidò il re delle montagne sin dalla nascita. Parvati capì che era figlio suo e di Shiva, e glielo rivelò: appresa la notizia, Virabhadra se la prese con Shiva e lo assalì per ucciderlo. Parvati, per proteggere Shiva, si mise in mezzo distrusse l’iroso figlio.

Il significato

Virabhadra è simbolo di un conflitto interiore, la continua lotta messa in atto per scoprire e fare emergere la propria natura. La posizione quindi simboleggia il “guerriero spirituale” che dimora in ognuno di noi e che lotta contro l’ignoranza della nostra vera natura, vero nemico della nostra esistenza.

Virabhadrasana 2 – Posizione del Guerriero 2

A cosa serve Virabhadrasana 2

Lo sviluppo del radicamento e dell’equilibrio, come detto, sono di certo gli obiettivi principali di Virabhadrasana 2, la posizione del guerriero 2, che risulta ottimale per rinforzare le gambe, la schiena, le spalle e le braccia.

Di conseguenza, grazie a una pratica costante di Virabhadrasana 2 la parte inferiore del corpo ne risulterà profondamente rafforzata.

Virabhadrasana 2, i benefici

Ecco i principali benefici di Virabhadrasana 2:

  • miglioramento del tono dei muscoli delle gambe;
  • aumento della flessibilità delle gambe e della schiena;
  • contrazione degli organi addominali e conseguente tonificazione;
  • migliore apertura del petto e quindi miglioramento della respirazione;
  • aumento della resistenza;
  • preparazione per compiere la flessione in avanti avanzata.

Come si esegue Virabhadrasana 2

Vediamo ora, passo dopo passo, qual è la corretta pratica di Virabhadrasana 2.

  • Posizione di partenza è Tadasana, la posizione della montagna.
Tadasana
  • Inspirando, allarga lateralmente le gambe facendo un salto: divaricale almeno di un metro, ma chiaramente dipende da quanto sei alto.
  • In contemporanea allarga le braccia portandole alla stessa altezza delle spalle. Le mani hanno i palmi rivolti verso il basso.
  • Espirando, ruota il busto verso sinistra mentre il piede sinistro ruota di 90° in modo che questo sia rivolto in avanti mentre il piede destro sia rivolto leggermente verso destra.
  • A tal punto, piega il ginocchio sinistro fino a quando la coscia è parallela al pavimento. Importante: evita di estendere il ginocchio piegato oltre la caviglia (deve essere in linea con il tallone) e mantieni l’altra gamba dritta.
  • Allunga la gamba destra, con il ginocchio bloccato.
  • Mantieni la concentrazione sul corpo: la testa, il petto, il ginocchio sinistro e il piede sinistro devono essere allineati in avanti.
  • La testa dovrebbe essere orizzontale con lo sguardo sul secondo dito della mano sinistra.
  • Se riesci, senza forzarti, tieni l’asana da uno a quattro respiri.
  • Dopodiché riposiziona dritto il ginocchio e ricomincia tutto dall’altro lato.
  • Una volta eseguito Virabhadrasana 2 anche dall’altro lato torna in Tadasana.

Ora, a seconda di quello che ti sei prefissato di fare, prosegui con altri asana o concediti di rilassarti in Savasana.

Savasana – Posizione del Cadavere

Possibili varianti di Virabhadrasana 2

In sostanza, la posizione yoga del guerriero 2 si può eseguire con due varianti:

  • diminuendo la distanza laterale tra le gambe: questo accorgimento, pensato per lo più per i principianti, rende l’asana meno impegnativo;
  • aumentando la distanza laterale tra le gambe: questa variazione, consigliata per gli yogi esperti, fa abbassare il centro della massa con la conseguente difficoltà di mantenere l’equilibrio e la postura corretta.

Virabhadrasana 2, le controindicazioni

Evita di praticare Virabhadrasana 2, posizione yoga del guerriero 2, se:

I nostri consigli

Lo ripetiamo in ogni articolo dedicato alle posizioni, ma non ci stancheremo mai di farlo: se sei all’inizio della pratica yoga, meglio che ti affidi a un insegnante; può guidarti nella corretta esecuzione, correggerti e aiutarti a fermarti al momento giusto per evitare di farti male.

Non sai a chi rivolgerti? Consulta l’elenco degli insegnanti presenti sul nostro portale, puoi trovarne di qualificati e preparati nella tua zona di riferimento.

Un altro consiglio che ripetiamo spesso, anch’esso sempre valido, è di ascoltare il tuo corpo, senza forzarti e sforzarti. Rispetta i tuoi limiti, coltivando le tue potenzialità. Vedrai che germoglieranno.

Letture consigliate

Teoria e pratica dello yoga di B. K. S. Iyengar: la descrizione dettagliata di oltre 200 asana e tecniche di respirazione, e le 600 fotografie che accompagnano le spiegazioni e che ritraggono il maestro quando, a trentacinque anni, praticava yoga dieci ore al giorno, fanno di questo libro una storica pietra miliare della divulgazione dello yoga in Occidente.

Libro teoria e pratica dello yoga di BKS Iyengar
Teoria e pratica dello yoga di B.K.S. Iyengar

Anatomia dello yoga. Consigli per la corretta esecuzione delle asana di Abby Ellsworth: un testo per conoscere le tecniche di respirazione più appropriate e una varietà di asana da comporre in sequenze adeguate sia per i principianti, quanto per i più esperti. Istruzioni passo a passo spiegano come eseguire ogni esercizio, per avviare un programma quotidiano.

Anatomia dello Yoga di Abby Ellsworth

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Daniela Stasi

Scrivo per mestiere. Sono giornalista professionista ed esperta in metodologie biografiche e autobiografiche. Mi occupo di comunicazione aziendale (ufficio stampa, brand journalism, corporate storytelling, biografie e storie d'impresa) e di facebook content marketing. Con grande gioia conduco laboratori di scrittura autobiografica. Il mio incubo? Rimanere senza parole...