yoga in acqua

Si chiama Woga – dalla fusione dei termini water e yoga – ed è una disciplina, sempre più diffusa ed apprezzata, che coniuga i benefici dell’acqua con quelli di una buona pratica yoga. Nato negli anni ’80 in California, come risultato degli studi e delle esperienze di Harold Dull, poeta e bodyworker olistico di fama internazionale, lo yoga in acqua rilassa, tonifica e consente di raggiungere uno stato di meditazione profonda con facilità.
Scopriamo insieme cos’è lo yoga in acqua, perché fa bene, come si pratica e per chi è adatto.

Lo yoga in acqua: cos’è

Non è una novità: praticare esercizi fisici in piscina o al mare fa bene al corpo e allo spirito. Grazie alla spinta idrostatica che contrasta la forza di gravità, infatti, in acqua il peso sulle articolazioni è minore e ciò consente di eseguire gli asana con molta più facilità ed efficacia.

A questo va aggiunto il potere che l’acqua ha sulla psiche. Il nostro primo contatto con la vita avviene quando siamo immersi nel liquido amniotico e quando ci ritroviamo immersi nell’acqua il richiamo inconscio a quella fase è immediato. Come è noto proprio il riaffioramento di ricordi “antichi” è l’innesco del processo di auto-guarigione che è l’obiettivo principale di chi pratica yoga.

Il suono ovattato, i movimenti e i battiti cardiaci più lenti e l’accresciuta sensazione di relax fanno sì che lo yoga in acqua faciliti notevolmente la fase di riallineamento dei vari livelli energetici, favorendo quindi la meditazione.

Il Woga si pratica immersi in piscina o, ancor meglio, in vasche termali, con un’acqua portata alla temperatura di 33°-35°, ossia vicina a quella interna del nostro corpo. La maggior parte delle posizioni si eseguono i piedi, ma ve ne sono alcune, per i più esperti, da eseguirsi in fase di galleggiamento o di immersione.

Da aggiungere, infine, che lo yoga in acqua permette di contrastare anche la cellulite; il massaggio naturalmente drenante svolto dall’acqua favorisce il ritorno venoso, migliora il microcircolo e combatte la ritenzione idrica.

Come si pratica lo yoga acquatico?

Esattamente come lo yoga tradizionale, anche lo yoga in acqua prevede una sessione di esercizi completa. Cinque sono le fasi principali di una lezione di yoga in acqua. Vediamole insieme:

  • 1° fase: riscaldamento e stretching, per scaldare i muscoli e stirare i meridiani energetici;
  • 2° fase: respirazione, per gestire meglio le fasi di apnea, se previste, e per liberare il proprio prana;
  • 3°fase: focalizzazione/meditazione, per diminuire lo stress e trovare un buon livello di concentrazione;
  • 4° fase: esecuzione degli asana, avendo l’attenzione di eseguire una sequenza che preveda di lavorare sui muscoli e sulle articolazioni di tutto il corpo;
  • 5° fase: esercizi eutonici, per affinare la tonificazione dei singoli muscoli coinvolti.

Nel Woga le posizione classiche in piedi dello yoga vengono svolte con l’acqua che arriva all’altezza della vita o delle spalle; gli asana da seduti si praticano nella parte più bassa della piscina o, per gli yogi più esperti, in apnea seduti sul fondo della vasca, utilizzando pesi per mantenere la posizione; le posizioni distese, invece, si eseguono distesi sull’acqua e il galleggiamento viene facilitato da specifici strumenti.

Acquayoga: gli asana

Come sempre il consiglio è quello di rivolgersi a un maestro esperto in yoga acquatico, al fine di poter assumere la posizione corretta di ogni asana e di ottenere i massimi benefici.
Ecco comunque una piccola panoramica su quali sono e come si praticano i principali asana dello Woga.

  1. Padmasana (la posizione del loto). L’asana si esegue distesi sulla schiena, incrociando le gambe e mettendo le mani dietro la nuca. È consigliabile mantenerlo per almeno due minuti. Risveglia l’energia di Kundalini ed è particolarmente indicata per diminuire i dolori mestruali e per attivare gli organi interni a livello genitale.
  2. Bhujangasana (la posizione del cobra). Con le mani appoggiate al bordo della piscina, guardare verso l’alto, inarcare la schiena e distendere gli addominali. Tenere la posizione per almeno cinque respirazioni. Questo asana migliora la capacità respiratoria ed è molto energizzante.
  3. Charasana (la posizione del ponte).  Posizionarsi a circa 60/80 centimetri dal bordo della piscina di spalle; inarcare quindi la schiena finché non si raggiunge il muro, appoggiare i piedi alla parete sott’acqua e tenere la posizione per almeno cinque respirazioni. Questo asana è perfetto per alleviare i dolori alla schiena e per massaggiare gli organi interni; agisce anche sull’umore perché “apre il cuore”.
  4. Savasana (la posizione del cadavere). Come per lo yoga tradizionale è bene chiudere la sessione di esercizi con Savasana, con l’obiettivo di trasformare tutta l’energia vitale che si è liberata durante la pratica in una condizione di benessere psico-fisico.

I principali benefici dello yoga in acqua

Riassumiamo dunque quali sono principali vantaggi dello yoga in acqua:

  1. non carica il peso sulle articolazioni perché permette di fare movimenti dolci;
  2. facilita l’esecuzione del Pranayama;
  3. facilita il mantenimento prolungato degli asana;
  4. rallenta il battito cardiaco;
  5. combatte la cellulite;
  6. eseguire asana difficili con maggior facilità.

Non è finita qui, però. Una pratica costante del Woga, infatti, consente anche di ottenere dei benefici che permangono nel quotidiano, quali:

  1. combattere l’ansia, lo stress e l’insonnia;
  2. raggiungere più facilmente il proprio Sé più profondo;
  3. acquisire un miglior equilibrio;
  4. ridurre blocchi articolari e muscolari;
  5. aumentare il benessere psico-fisico.

Chi può praticare lo yoga acquatico?

Praticamente tutti. Lo yoga in acqua non ha infatti nessuna controindicazione. Anche chi non sa nuotare o ha paura dell’acqua può stare tranquillo; la maggior parte delle posizioni si eseguono in piedi in una vasca che ha un’altezza variabile compresa tra 1,10 metri e 1,40 metri.

L’assenza di peso sulle articolazioni e la conseguente facilità di movimento, inoltre, rendono l’acquayoga particolarmente adatto anche per le donne in dolce attesa, per gli anziani, per le persone che sono in sovrappeso e per chi sta affrontando un percorso di riabilitazione e ha la necessità di praticare un po’ di yoga terapeutico.

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Fiamma Larosa

Scrittrice, pubblicista, web writer e, più in generale, domatrice di parole. Curiosa. E questo è il motivo principale per cui scrivo. Appassionata di astrologia karmica, di psicologia e di discipline olistiche. Cosa amo? I miei figli, la Natura, il mio cane, i miei gatti, l'alba, il mare, viaggiare, studiare, leggere. Mi potete contattare all'indirizzo mail larosafiamma@gmail.com.