Mala yoga

Hai mai visto qualcuno portare al collo o al polso una collana di perline di legno che finisce in una piuma di filo? Ecco è il japa mala, una ghirlanda composta da 108 pietre o grani o semi, chiusa da un grano extra e una piuma di filo o altro tipo di decorazione. Vuoi saperne di più? Sei nel posto giusto: in questo articolo vediamo cosa è il mala yoga e come si usa nella meditazione. Buona lettura e buona pratica!

Japa yoga, cosa significa

In sanscrito Japa significa ‘’mormorare’’ mentre Mala significa “ghirlanda“, per cui mettendo insieme le due parole si ha la perfetta definizione: ’la ghirlanda usata per sussurrare preghiere’’.

Il mala è presente nelle religioni buddista e indù e ha circa 6000 anni di storia; la recitazione dei mantra arriva sin dalla tradizione vedica precedente il Buddha e si usava per invocare il nome di Dio.

Una curiosità: si pensa che il rosario cristiano provenga proprio dal mala indiano: con una traslitterazione dell’alfabeto sanscrito in quello latino e cambiando la “a” breve di japa con la “ā” lunga, si ottiene japā, che perde il suo significato originario per assumere quello di “rosa”. Ed ecco quindi la “corona di rose”, tradotta in latino con Rosarium.

Mala yoga, cos’è

Come già scritto, mala yoga è una ghirlanda composta da 108 pietre o grani o semi. Ti starai chiedendo perché proprio 108.

La risposta a questa domanda è infinita: dalla religione all’astrologia, dalla scienza alla linguistica, la ricorrenza di questo numero ha qualcosa di incredibile. Eccone qui di seguito solo alcuni esempi:

In matematica ogni numero ha un significato:

  • 1: Dio
  • 0: il vuoto
  • 8: l’infinito

Nel corpo energetico:

  • 108 sono le Nadi (canali energetici) che si incontrano nel chakra del cuore Anahata

E ancora:

  • in sanscrito ci sono 54 lettere maschili e 54 lettere femminili, il cui totale, sommandole, fa proprio 108.

E così via. Le spiegazioni sono mille e anche di più, a te la scelta della risposta che più ti piace, che più senti tua. Rimane però il fatto oggettivo che si tratta di un numero simbolico ricorrente nello yoga, dal significato speciale e importante anche nella pratica del Saluto al Sole.

L’importanza del numero 9

Non è tutto:

  • il numero 108 è multiplo del numero 9;
  • sommando i tre numeri che lo compongono 1+0+8 si ha di nuovo il numero 9.

A sua volta il numero 9 è importante perché è 3 volte 3, il numero perfetto.
Il mala yoga serve per mantenere il calcolo delle preghiere o recitazione del mantra senza che la mente si distragga mantenendo il conteggio.

Mala yoga, come si usa

Si usa per tradizione al collo e/o al polso sinistro. Nella meditazione si usa nella mano destra (anche se si è mancini) passando i grani tra il pollice e il dito medio.

Non si usano mai il dito indice, simbolo dell’ego, e il mignolo, simbolo di inerzia e pigrizia. Usando la mano destra si muove il mala in senso orario senza mai toccare la pietra numero 109, che serve per indicare che un giro di mantra è terminato. Se si vuole continuare si parte di nuovo con l’ultima pietra, la 108 e si usa come numero uno per fare un altro giro.

La pietra numero 109

La 109esima pietra presente in tutti i mala yoga ha dimensioni più grandi rispetto alle altre, ed è anche più pesante. Viene chiamata chiamata meru o sumeru o pietra del guru. Come già detto la sua funzione è quella di segnalare al praticante la fine delle 108 ripetizioni e dare inizio a un nuovo ciclo in senso contrario, facendo ruotare il mala tra le mani.

Mala yoga nella meditazione

Meditare con il japa mala è una delle pratiche più forti per l’uso della lingua sanscrita che ha un potere energetico sul corpo. Il mantra è un testo sacro che crea uno stato di coscienza pronto alla meditazione. Il mala si usa nella meditazione per ripetere il nome di Dio o un mantra per 108 volte. Si usa come preghiera, protezione mentale e fonte di serenità.

Mala buddhista con 108 perle di onice nero

Il mala yoga tradizionale: come sceglierlo e dove trovarlo

Per tradizione il mala è composto da grani di legno di sandalo o tulsi o semi di Rudraksha.

I Veda narrano di come il dio Shiva esprimesse la sua compassione per il genere umano versando lacrime che, raggiunto il suolo, germogliavano e si trasformavano nell’albero di Elaeocarpus, dal quale si ricavano per l’appunto i semi di Rudraksha.

Questi semi, citati molto spesso nei Veda per i loro poteri salvifici, sono caratterizzati da una funzione equilibrante e sono in grado di captare e cogliere l’energia necessaria per proseguire nel percorso che porta alla spiritualità. Tuttora in India si piantano gli Elaeocarpus per andare a ripristinare l’equilibrio energetico della zona.

Il mala yoga oggi

Ma oggigiorno il mala yoga si trova in materiali, colori e stili diversi, sempre nuovi. Il suo fascino però non tramonta: sono davvero poche le cose in grado di regalare un senso di pace come un japa mala nella mano e un mantra ripetuto 108 dentro e fuori.

Soprattutto se il mantra scelto invoca il nome di dio (come per esempio: OM NAMAH SHIVAYA) o dea (ad esempio: OM SHRIM MAHA LAKSHMIYE NAMAHA) o la pace e la serenità di tutti gli esseri viventi (esempio: LOKAH SAMASTAH SUKHINO BHAVANTU).

I mala yoga si trovano in vendita di solito presso gli studi di yoga oppure online (per esempio su Macrolibrarsi) ma se vi piace la manualità ti invitiamo a prepararne uno voi stessi attraverso i molti tutorial di YouTube.

Bracciale Tibetano Mala. Disponibile in varie pietre: ametista, quarzo rosa, ossidiana, etc.

Il mala yoga come collana da indossare

Come abbiamo visto il mala yoga viene usato per meditare. Ma proprio per l’importante ruolo che assume durante la pratica – quello di portare il praticante alla concentrazione più profonda – il mala ha anche una potente forza simbolica: è un invito continuo a rimanere nel qui e ora. Semplicemente indossandolo, riporta alla mente la sua funzione e ricorda quanto sia importante essere sempre presenti a se stessi.

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