pranayama ujjayi

Il pranayama è considerato da sempre come il ponte tra la parte più fisica del praticante yoga, legata agli asana e quindi al corpo, e la sua parte spirituale. Le tecniche di pranayama, infatti, inducono alla calma mentale, alla ricerca della quiete e del silenzio e di conseguenza favoriscono la concentrazione e la stabilità emotiva e mentale. Esistono diverse tecniche, che differiscono tra loro anche in base all’interpretazione che viene loro data dai diversi maestri. In questo articolo prendiamo in considerazione la respirazione pranayama ujjayi secondo la tradizione che ci è stata tramandata dal maestro B.K.S. Iyengar, allievo diretto di Krishnamacharya e compagno di studi di Pattabhi Jois, a sua volta fondatore dell’ashtanga vinyasa.


Significato di Pranayama Ujjayi

La parola sanscrita pranayama è costituita da Prana che significa “energia”, “respiro”, “forza vitale”, e Ayama ovvero “controllo”, “espansione”. Pranayama yoga si può quindi definire come “controllo dell’energia” o “controllo del respiro”. Affrontiamo il pranayama Ujjay secondo l’utilizzo e la spiegazione tramandati da BKS Iyengar: Ujjay è a sua volta una parola sanscrita, anch’essa composta da due parole, Ud, che significa “verso l’alto” e Jaya che significa “conquista”. E in effetti in questa tecnica il petto viene spinto in fuori, come il petto di colui che è vittorioso.

Alcuni maestri narrano che questa tecnica di pranayama rientra tra gli esami che devono sostenere i medici ayurvedici: si narra che essi vengano immersi nudi nella neve e che debbano riuscire a mantenere la temperatura del loro corpo solo ed esclusivamente attraverso questo pranayama, termoregolandosi dall’interno. Infatti pranayama ujjayi tende a riscaldare molto il corpo.


pratica dello Pranayama Ujjayi

A cosa serve la respirazione Ujjayi

Il respiro ujjayi è conosciuto da molti in quanto è la tecnica utilizzata nella pratica di ashtanga vinyasa ma può essere praticata anche in fase meditativa. Ha infatti una duplice valenza: riscaldante (perché riattiva l’energia) e calmante. Aiuta a tranquillizzare la mente, soprattutto quando si riesce a focalizzare totalmente l’attenzione sul passaggio dell’aria nelle narici e sul suono dato dalla parziale chiusura della glottide, ossia l’apertura situata nella parte superiore della laringe, interposta fra le corde vocali.

Una volta raggiunti questo livello di attenzione e di consapevolezza, si riesce a limitare l’attività della mente e pertanto a godere di uno straordinario effetto calmante. Proprio per questa ragione la respirazione ujjayi è contemplata tra le tecniche yoga per rilassarsi.


Come si fa la respirazione Ujjayi?

Molte sono le modalità con cui viene insegnata la respirazione yoga ujjayi. Qui di seguito ve ne presentiamo una.

Iniziamo col dire che la posizione deve risultare comoda e il corpo non deve assolutamente distrarci, quindi è importante trovare prima una posizione che non crei disturbo per almeno 15 minuti: c’è chi preferisce incrociare le gambe ma per chi ha dolore alle ginocchia questa posizione può non risultare comoda. Il petto, come ci insegna B.K.S. Iyengar, è aperto, le spalle sono aperte, le scapole vicine, l’addome attivo (ma non contratto) e la colonna vertebrale allungata. Fai attenzione: non si tratta di un movimento delle spalle; è prerogativa importante evitare di aprire e chiudere le spalle, il movimento arriva dal petto e dall’addome, senza muovere minimamente l’assetto del corpo.

Non è semplice comprendere questa respirazione all’inizio. Da dove passa l’aria? Dal naso? Dalla bocca? Beh, difficile definirlo. Per insegnare questa respirazione a volte si chiede di mantenere le labbra socchiuse e risucchiare l’aria dalla bocca, lentamente, cercando di imitare il suono del vento in una grotta… Stessa cosa espirando, facendo sempre passare dalle labbra. Mano a mano che hai compreso il suono e il passaggio dell’aria, chiudi le labbra mantenendo però la stessa modalità di respirazione.

A questo punto, stai attento a non muovere le spalle e osserva dove nasce il respiro. Lo sentirai circolare all’interno della gola, lo sentirai nascere nell’addome e sentirai il petto espandersi e aprirsi, senza però sollevare minimamente le clavicole. L’espansione del torace è completa, anteriore, laterale… Sentirai realmente l’espansione di tutta la cassa toracica e dei polmoni.

Respira senza inserire alcuna ritenzione (i “kumbaka” possono essere inseriti in una fase più avanzata), osservando il respiro e ascoltando il suo suono.

Potremmo definire il suono di questo pranayama come il suono del mare attraverso una conchiglia. Ritmico, costante, calmo.


Tempo di esecuzione Ujjayi

Dovresti cercare di mantenere questa respirazione per 11-15 minuti, facendo sì che diventi l’oggetto dell’attenzione della tua mente, che funzioni come una sorta di mantra che seguirai anche attraverso il suono.  Così facendo ripulirai la mente da tutti i pensieri e i rimuginìi, favorendo maggiore chiarezza.

Dopo 15 minuti, interrompi l’esecuzione e resta in osservazione. Potrai notare che il tuo respiro naturale sarà quasi impercettibile, profondo. Potrai osservare che il tuo corpo e le tue mani saranno caldi, ma sopratutto ti accorgerai che la calma e la quiete si saranno fatte spazio nel corpo e nella mente.


Quando eseguire la respirazione yoga Ujjayi

Molti i contesti per praticare pranayama ujjayi. Vediamone alcuni insieme:

  • quando hai bisogno di ritrovare la calma;
  • prima di addormentarti come momento rilassante e calmante;
  • per concentrarti meglio;
  • durante l’intera pratica yoga, come avviene per esempio nell’ashtanga;
  • mentre esegui il saluto al sole o il saluto alla luna;
  • mentre pratichi diverse tecniche di pranayama, in particolare prima di quelle più difficili;
  • come momento preparatorio per una sessione di meditazione;
  • insieme a mudra e bandha.

Quando NON eseguire la respirazione Ujjayi

Pranayama ujjayi è sconsigliata in caso di disturbi alla tiroide e in caso di problemi alle vie respiratorie. A prescindere da queste controindicazioni, diamo lo stesso consiglio che ripetiamo sempre: ascolta il tuo corpo e non forzati mai. Lo yoga e la meditazione insegnano innanzitutto a essere consapevoli, e quindi a riconoscere i proprio limiti. A riconoscerli e soprattutto ad accettarli.


Benefici del respiro Ujjayi

Come detto, sono vari i benefici di ujjayi yoga. Possiamo riassumerli nei seguenti:

  • calma la mente e dona tranquillità;
  • permette l’aumento della capacità polmonare;
  • favorisce la termoregolazione del corpo;
  • massaggia gli organi interni.

Conclusioni

Questa tecnica di pranayama, così come le altre, insegna a respirare con presenza. Una migliore respirazione favorisce l’attenzione, la concentrazione, l’equilibrio mentale e fisico.

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Insegno yoga per passione e amore profondo. Sono insegnante ma al tempo stesso eterna studentessa. Pratico hatha yoga, yin yoga, power yoga a tutti i livelli e spero di vivere mille anni solo per continuare a praticare questa meravigliosa disciplina! Ciò che amo di più è trasmettere questa mia passione a più persone possibili!