Contabilità centro yoga

Hai un centro yoga, hai seguito una formazione lunga, completa e adeguata, conosci a menadito gli aspetti salienti dell’insegnamento yoga e sei un profondo conoscitore della materia. Benissimo, ma chi ha un centro yoga è un imprenditore e non basta essere ferrato sulla disciplina che si va a proporre – chiaramente questo aspetto è fondamentale. È fondamentale sapersi districare anche con gli aspetti contabili, necessari per poter gestire un’attività di successo e senza problemi di natura economica. Non sai da che parte iniziare? Con questo articolo inauguriamo una serie di articoli sulla contabilità di un centro yoga: aspetti da sapere e da mettere in pratica. Questo è infatti il primo di una mini serie di approfondimenti: qui mettiamo in evidenza l’importanza degli aspetti contabili e il vocabolario utile (costi, ricavi, profitto, etc). Nei prossimi, invece, andremo nel dettaglio, analizzando il calcolo del costo del servizio (lezione di yoga, evento di yoga, etc.), spese e break point, e vedendo come pianificare il profitto e le vendite.

Contabilità centro yoga: perché è un aspetto fondamentale

Come già detto, la contabilità di un centro yoga è di fondamentale importanza. Ora vediamo insieme perché. E lo facciamo mediante un esempio concreto, mettendo a confronto due centri yoga (o due insegnanti, il discorso è lo stesso!) che affrontano gli aspetti contabili in modo totalmente differente tra loro.

L’esempio concreto

Il primo è un centro yoga (o un insegnante yoga) che, da sempre, da quando ha aperto, ha sempre eseguito tutti i calcoli e tutti i controlli ai fini di una contabilità corretta ed è sempre rimasto a galla. Anzi, non solo: è cresciuto e ed è diventato una realtà solida in grado di guardare al futuro con rinnovato interesse.

Il secondo centro yoga (o insegnante yoga), invece, si è sempre basato esclusivamente sulle entrate, ossia pagava tutte le spese facendo affidamento solo sulle entrate; e nel momento in cui le entrate sono diminuite, ha iniziato a comprendere che i costi e i ricavi non combaciavano più. E sono iniziati i problemi.

Abbiamo fatto questo esempio molto semplice per farti comprendere quanto sia importante sapere cosa accade nella contabilità di un centro yoga. E chiaramente questo discorso vale, come già detto, sia per i centri che per gli insegnanti yoga.

I vantaggi di avere la contabilità di un centro yoga sotto controllo

Avere sempre chiaro la contabilità di un centro yoga aiuta a:

  • correggere i piani per il futuro, sia prossimo che lontano;
  • non essere sempre al verde (o comunque quasi sempre);
  • capire e sapere cosa e a che prezzo bisogna vendere e proporre oggi e domani;
  • smettere di investire di tasca propria nel business e cominciare a guadagnare.

Contabilità di un centro yoga: il vocabolario utile

Per chi non si occupa di contabilità, anche solo prendere dimentichezza con i vocaboli propri del mondo contabile sembra un traguardo inarrivabile. E lo capiamo, non è per nulla semplice comprenderne il significato e ancora di più contestualizzarlo nel modo corretto. C’è tanta confusione a tal riguardo, e spesso si tratta di una terminologia che i non addetti ai lavori usano a casaccio, creando ancora più incomprensione.

I vocaboli principali

Scopo di questo articolo, è proprio quello di fare chiarezza, seppur minima. Prendiamo allora in rassegna i termini che nella contabilità di un centro yoga non possono non essere chiari.

Costo

Partiamo dalla voce che più intimorisce, il tanto temuto costo. Vediamo di cosa si tratta.

In economia, “il costo indica l’espressione in moneta o altro valore numerario del valore dei beni e servizi utilizzati per la produzione o l’acquisto di un bene o servizio. Può essere determinato sulla base di valutazioni interne al soggetto economico che lo detiene o in transazioni economiche con terze economie”.

Il costo di un bene o di un servizio esprime il valore dei fattori impiegati per la sua realizzazione. Si può avere un costo di produzione in senso stretto, così come un costo complessivo che comprende anche i costi di vendita e distribuzione, i costi generali, i costi di promozione, imposte e altri oneri generali. Il costo del bene, è quindi distinto dal prezzo che rappresenta invece il valore di mercato del bene o servizio, ossia il valore al quale viene ceduto a terzi.

I costi si dividono in:

  • costi fissi, l’insieme dei costi il cui ammontare è indipendente dalla quantità di beni o servizi prodotta (affitto, mutuo, onorario commercialista, ammortamenti, interessi bancari, tasse, etc);
  • costi variabili, che variano al variare della quantità di beni o servizi prodotti o erogati (il lavoro, la manodopera, le utenze, etc).

Ricavo

Passiamo alla seconda voce più usata in un dizionario economico: il ricavo: si tratta dell’utilità economica che un’impresa crea attraverso l’attuazione del processo economico imperniato sulla vendita di beni o servizi. Per sua natura è totalmente variabile.

Dal punto di vista contabile, i ricavi si calcolano moltiplicando la quantità di vendita (o di prestazione) per il prezzo di vendita netto. Per questo il fatturato, sebbene sia una sola delle componenti che costituiscono i ricavi (oltre alle vendite possono esservi altre componenti di reddito, quali attività finanziarie non considerate “fatturato”), è una grandezza di flusso, ossia viene misurata in base al periodo di riferimento. Essendo misurato da grandezze finanziarie (denaro o crediti), il ricavo indica quindi solo virtualmente un’entrata di denaro, che si attuerà solo al reale ed effettivo pagamento da parte dei clienti.

Profitto o guadagno

Il ricavo ottenuto da una vendita o prestazione produce un profitto (o guadagno) da cui va detratto il costo sostenuto per produrre il bene venduto o il servizio procurato.

Che differenza c’è tra guadagno e ricavo? La differenza fra i due valori sta nella considerazione dei costi: il ricavo è infatti il valore monetario totale delle entrate, mentre il guadagno è dato dalla differenza fra i ricavi e i costi di gestione di una determinata attività. Si parla di economicità quando i ricavi superano i costi e quindi si ha un guadagno; si parla invece di dis-economicità quando i costi sono maggiori dei ricavi.

Fatturato

Detto anche volume d’affari, il fatturato è la somma dei ricavi ottenuti da un’impresa o ditta individuale attraverso cessioni dei beni (vendite, appalti, somministrazioni etc.) e/o prestazioni di servizi (etc.), registrati ai fini Iva – per cui, quindi, è stata emessa fattura.

Il fatturato è solitamente riferito all’anno di esercizio e, come facilmente intuibile dal nome, corrisponde alla definizione di somma, al netto dell’Iva, degli importi delle fatture emesse. Spesso è impropriamente considerato come mera somma dei ricavi d’esercizio.

Oltre la contabilità: come promuovere un centro yoga

Gli aspetti contabili per avere un centro yoga di successo sono necessari, non si può proprio prescindere dalla loro accurata conoscenza. Ma, come abbiamo deto più volte sulle pagine del nostro portale, non sono gli unici da mettere in pratica. La comunicazione e la promozione, per esempio, sono fondamentali.

Qualche esempio? Scrivi presentazioni ad hoc per cataloghi di settore, nelle directory specializzate in yoga, fatti conoscere dalla stampa (locale e specializzata), crea una strategia social e sii ben presente su qualsiasi mezzo che pubblica informazioni sullo yoga in Italia. Su EventiYoga, nella sezione Centri ti diamo la possibilità di inserire gratuitamente il profilo del tuo centro. Non sai proprio come fare? Eccoti la guida completa su Come pubblicare un centro yoga su EventiYoga.

Attenzione: mentre scrivi la presentazione, tieni presente il target a cui ti rivolgi e ciò che vuoi fare emergere, è basilare che sia in linea col tuo modo di proporti. Non sai proprio cosa scrivere? Niente paura, possiamo aiutarti noi e creare un testo unico ed efficace che ti servirà per promuoverti sul sito e altrove.

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Daniela Stasi

Scrivo per mestiere. Sono giornalista professionista ed esperta in metodologie biografiche e autobiografiche. Mi occupo di comunicazione aziendale (ufficio stampa, brand journalism, corporate storytelling, biografie e storie d'impresa) e di facebook content marketing. Con grande gioia conduco laboratori di scrittura autobiografica. Il mio incubo? Rimanere senza parole...