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AFRODITE: un weekend nella natura dedicato al tema del piacere
13 - 15 Novembre 2026 Parco dell'Adamello
Passeremo alcuni giorni insieme in una chiesa sconsacrata.
Un luogo che per molto tempo è stato dedicato al sacro, alla preghiera, al silenzio, alla relazione con qualcosa che trascende l’esperienza individuale. Oggi quello spazio ha perso la sua funzione originaria, ma non la sua storia, e ci piace l’idea di abitarlo lasciando che diventi parte di ciò che faremo.
Non ci interessa profanare ciò che è stato sacro, ma giocare con la possibilità di spostarne il luogo: da qualcosa che cerchiamo fuori da noi, o oltre noi, a qualcosa che può manifestarsi anche attraverso il corpo.
È da qui che nasce questo ritiro e la domanda che lo accompagnerà: che cosa succede quando restituiamo al corpo, e al piacere, uno spazio dentro la nostra esperienza del sacro?
Il rapporto tra spiritualità e corpo non è mai stato semplice. Se alcune tradizioni hanno cercato il sacro attraverso la rinuncia, la disciplina e il contenimento, altre lo hanno incontrato nel rito, nel movimento, nell’estasi, nella sensualità, nel suono e nella relazione con la natura e con gli altri corpi.
Noi vogliamo esplorare questa seconda possibilità partendo da qualcosa di estremamente concreto: dalla capacità di sentire.
Il piacere, prima ancora di essere un’idea, è un’esperienza corporea. Ha a che fare con il modo in cui respiriamo, ci muoviamo, occupiamo lo spazio ed entriamo in relazione; con ciò che ci attrae e ciò che ci respinge, con ciò che ci fa espandere e ciò che ci fa ritrarre, con la possibilità di riconoscere un desiderio e, altrettanto importante, un limite.
Eppure viviamo in una cultura che ha fatto della fatica, del controllo e del sacrificio una misura del valore. Siamo molto allenatə a resistere e rimandare ciò che desideriamo, molto meno a ricevere senza dover meritare e persino a riconoscere ciò che ci dà piacere. Nel tempo tutto questo prende forma nel corpo, fino a rendere difficile distinguere ciò che desideriamo da ciò che abbiamo imparato a desiderare.
Per qualche giorno proveremo allora a vivere un po’ sottosopra. Prima ancora di cercare il piacere, proveremo a darci il permesso di rallentare abbastanza da tornare a percepire, perché riappropriarsi del piacere non significa cercarne sempre di più, ma diventare abbastanza sensibili da riconoscere ciò che ci rende vivə.
Attraverso Qigong, Yoga, Sound Healing, respiro, pratiche somatiche, movimento e contatto corporeo esploreremo questa possibilità senza separare il piacere dalla presenza, il desiderio dal confine, l’abbandono dall’ascolto.
Non vogliamo trasformare il piacere nell’ennesima cosa che dobbiamo essere bravə a provare. Vogliamo creare le condizioni per osservare cosa accade quando smettiamo, almeno per qualche momento, di considerare il corpo qualcosa da controllare, correggere o trascendere.
Forse il piacere non è l’opposto della profondità, ma una forma di presenza, un modo per riconoscere ciò che ci muove, ci nutre e ci mette in relazione.
E forse il corpo non è l’ostacolo che incontriamo sulla strada verso qualcosa di sacro.
Forse è uno dei luoghi in cui il sacro accade.
PROGRAMMA
VENERDÌ—Aprirsi
Arrivo, pratica di apertura, Qigong per entrare nel corpo. Cena conviviale e cerchio di apertura.
Dinamiche per conoscersi.
Kirtan per entrare nel weekend attraverso la voce, il rituale e l'intenzione.
SABATO — Discendere
Mattina: Respiro e consapevolezza sul corpo, Yoga per il piacere nel corpo
Coalzione
Passeggiata in natura per riconnettere tutti i sensi
Somatic Therapy , l’invito a lasciare che il corpo si apra.
Pranzo al sacco
Pratica il sentire - Qigong
Cena
Sound healing
DOMENICA — Tornare
Pratica di yoga del mattino, silent walk ed esercizi di contatto. Pranzo della domenica .
Partenza nel primo pomeriggio.
LA CASA
La Casa del Parco si trova a Cevo (BS), un piccolo comune situato a 1100m alle porte del Parco dell’Adamello e immerso nella natura della Val Saviore, valle laterale della Valle Camonica.
È uno spazio multifunzionale, dove è possibile dormire in un ostello accogliente e famigliare, mangiare in una cucina in cui i prodotti locali raccontano la storia del territorio, godere dell’incontro con i saperi della montagna e con l’ambiente circostante, fatto di valli e cime da scoprire ed esplorare.





