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COSA SA IL RESPIRO
LABORATORIO YOGA COME PRATICA DI FILOSOFIA
COS’è: 5 incontri di due ore l’uno con l’obiettivo di porre l’attenzione sulla dimensione filosofica dei movimenti, delle posizioni e dei tempi dello yoga e di sperimentare un dialogo filosofico comunitario, utilizzando la pratica come stimolo.
A CURA DI: Elena Dolcini, curatrice di eventi culturali, laureata in filosofia e interessata alle pratiche filosofiche, e Alessandro Guidi, maestro di yoga, Counselor e Mediatore Relazionale Umanistico.
QUANDO: sabato 7 marzo, sabato 28 marzo, sabato 11 aprile, sabato 18 aprile, sabato 9 maggio. Dalle 10 alle 12.
DOVE: Studio Yoga Viveka, in via Cerchia 38a, 42121 Forlì.
PER UN MASSIMO DI 15 PARTECIPANTI.
PER TUTTI, anche per chi non hai mai praticato yoga e non ha specifiche conoscenze filosofiche. L’interesse, la curiosità e l’impegno sono necessari.
COSTO: 110 euro a persona.
SERATA DI PRESENTAZIONE E PROVA GRATUITA: martedì 24 febbraio, dalle 20 alle 22 c/o Studio Yoga Viveka Forlì via cerchia, 38a.
L’idea per il laboratorio nasce dal desiderio di sperimentare un approccio sinergico tra yoga e filosofia, entrambe posture esistenziali, tracciando ogni volta un nuovo equilibrio tra teoria e pratica. In questo laboratorio, la potenza trasformativa dello yoga e della filosofia avrà un senso sovraindividuale, con l’obiettivo di costruire pensieri insieme.
Le due ore di laboratorio saranno strutturate attingendo al dialogo filosofico, seguendo, seppur non in maniera ortodossa, il metodo della “Philosophy for Children” o altri tipi di approcci alla pratica filosofica, come ad esempio e non in maniera esaustiva, quello di Peter Worley.
Alessandro Guidi curerà la parte pratica dello yoga, usato qui come stimolo ed esercizio all’interno del dialogo filosofico; Elena Dolcini facilità la discussione.
Compresa nel programma e nel costo del corso, Giacomo Foglietta, studioso di filosofia indiana, terrà una lezione dal titolo:
Chi pratica, chi pensa? Corpo, soggetto e trasformazione tra filosofia e embodied cognition
Siamo abituati a pensare che esista un soggetto stabile, consapevole e razionale che decide, agisce e poi riflette su ciò che ha fatto. Secondo questa immagine, il corpo sarebbe uno strumento a disposizione della mente, mentre il pensiero avrebbe sede esclusiva nel cervello, concepito come una sorta di computer che elabora informazioni. Negli ultimi decenni, però, sia la riflessione filosofica sia le scienze cognitive hanno messo profondamente in crisi questa rappresentazione.












