Kakasana, ovvero posizione del corvo, entra nelle posizioni di equilibrio.

Nello yoga esistono molti asana e ognuno di loro porta determinati benefici. Si definiscono così varie categorie di posizioni: allungamenti, inarcamenti, torsioni, inversioni e “arm balance”, ovvero i bilanciamenti sulle braccia.

Tra le prime posizioni che troviamo tra gli “arm balance” di livello intermedio, possiamo annoverare Kakasana, ovvero la posizione del corvo. Da non confondere con Bakasana, la posizione della gru (o dell’airone).

La differenza sostanziale che possiamo riscontrare tra queste due posizioni sono le braccia: in kakasana sono piegate, in bakasana sono distese. Bakasana è la posizione che ritroviamo nella prima serie dell’ashtanga vinyasa.

In questo articolo ci occuperemo di Kakasana, il parente più stretto. Ovviamente il fatto di avere le braccia piegate la rende leggermente più semplice in quanto il peso del corpo, sostenuto dalle braccia, è più vicino a terra a differenza di Bakasana che invece proietta il peso verso l’alto. Inoltre, avere le braccia piegate permette al corpo di avere un punto di blocco oltre il quale le gambe non possono scivolare (il gomito) mentre in Bakasana, avendo le braccia completamente allungate, il corpo deve mantenersi in posizione grazie alla forza degli addominali e ad un bilanciamento più intenso.

Kakasana

Un mito da raccontare su Kakasana

A volte, per alcune posizioni di yoga, troviamo dei riferimenti a delle storie di miti. In questo caso anche Kakasana ha la sua storia ma non legata ad un mito in particolare quanto ad una riflessione.

Si narra che un corvo un giorno si sia appoggiato sul ramo di un albero di cocco e che nel momento stesso in cui si è adagiato sul ramo, il cocco attaccato a questo ramo sia caduto. La riflessione nasce dalla seguente domanda: è stato il corvo con il suo peso a far cadere il cocco o semplicemente il cocco era pronto per cadere?

Beh, in realtà probabilmente l’unione delle due forze. Il cocco era pronto ma ha semplicemente ricevuto la “spinta” del peso del corvo sul ramo. Cosa significa questa storia, in riferimento al nostro asana? Moltissimo. Che riusciremo a entrare in questa posizione solo quando tutto sarà pronto perché ciò accada. Tutto, ovvero, la mente, il corpo, la sua forza, il suo bilanciamento, la nostra respirazione, l’assenza di paura nello staccare i piedi da terra e portarsi in una posizione di perfetto equilibrio, senza più alcuna paura.

Quali sono le paure che dobbiamo affrontare in questo asana?

Sono tante:

  • intanto staccare i piedi da terra;
  • la paura di non avere abbastanza forza;
  • di cadere con il viso a terra;
  • la paura di farsi male;
  • la paura di non riuscire.

Gli arm balance sono posizioni che ci portano ad affrontare la nostra mente, a ricercare la massima concentrazione, il silenzio, ad ascoltare profondamente il corpo per stabilire quando arriva il momento giusto per volare. Tutto deve essere perfetto, tutto deve trovare il momento, lo stesso, in cui corpo, mente, equilibrio, respiro sono perfettamente sintonizzati per permetterci di spiccare il volo.

Lo yoga ci porta a questo, a ricercare il momento, a vivere intensamente il qui e ora ascoltando ogni singolo istante e assaporando ogni singolo movimento. Ci porta ad avere la piena percezione del nostro corpo, dello spazio in cui si muove e dell’istante in cui ciò avviene.

Lo yoga non è performance

Lo yoga non è performance. Gli “arm balance” o tutti gli asana di difficoltà intermedia / avanzata non vanno fatti per riuscire a fare una posizione da fotografia. Non è l’asana finale l’obiettivo ma tutto ciò che ci porta a raggiungerla. Il viaggio di profonda conoscenza di noi stessi che dobbiamo  intraprendere per far sì di essere completamente a nostro agio anche in una posizione di livello avanzato. Questo può derivare solo dalla perfetta conoscenza del nostro corpo e dalla gestione delle nostre emozioni, bilanciando il tutto con le tecniche di pranayama.

Gli asana di livello avanzato

La complessità di un asana avanzato non sta nella sua difficoltà fisica ma in ciò che dobbiamo affrontare dentro noi stessi, le nostre paure. Riconoscere i propri limiti e accettarli, sapendo che se non riusciamo ad entrare in una posizione di livello avanzato non significa che non ci riusciremo mai ma semplicemente che dobbiamo intraprendere un percorso fatto di quiete, calma, pazienza e accettazione dei propri limiti per riuscire, nel tempo (e, sottolineiamo, nel tempo) ad entrare in quella posizione.

Quando questo accadrà, noi saremo presenti a noi stessi e quella posizione ci risulterà comoda e stabile, come devono esserlo tutte le posizioni di yoga.

Se invece cerchiamo di entrare in una posizione avanzata con fretta, allora il rischio di farsi male è molto alto. Comunque, anche se riusciremo ad entrare nella posizione senza prepararci ad affrontarla lentamente e con estrema devozione, sarà per puro caso e magari capiterà una volta su dieci tentativi.

Possiamo invece dire di avere il controllo sulla posizione quando entrarci diventa facile, dieci volte su dieci,  quando non sono più tentativi ma semplicemente una posizione dove ci sentiamo estremamente comodi e della quale abbiamo il pieno controllo.

Quando Kakasana diventa perfetta

Per Kakasana la posizione diventa perfetta quando smetteremo di saltellare per entrarci, quando l’equilibrio nascerà nel momento stesso in cui bilanceremo il peso in avanti, quando staccare i piedi da terra non prevederà alcun saltello ma avverrà in maniera fluida semplicemente seguendo lo spostamento del corpo in avanti e quando, una volta raccolti i piedi come se fossero la coda del nostro corvo, il nostro corpo rimarrà fermo e stabile per molti respiri (almeno quindici).

Come possiamo allenare il nostro corpo per riuscire ad entrare nella posizione del corvo?

Intanto, dotiamoci di tantissima pazienza, ringraziando questa disciplina della meravigliosa possibilità che ci dona per permetterci di ascoltare così profondamente noi stessi da portarci in posizioni apparentemente complesse.

Per prima cosa accettiamo il punto da cui partiamo, con tutti i limiti del caso e cerchiamo di capire, realmente, quale è il nostro punto di partenza, con estrema onestà. Se abbiamo una bassa autostima di noi stessi probabilmente penseremo di non avere speranze, se invece l’autostima sarà un pò troppo alta, allora probabilmente dovremo scontrarci con i reali limiti del nostro corpo.

In entrambi i casi, il primo passo da fare è comprendere il reale punto di partenza, quello vero, non condizionato dalla nostra mente e dal nostro giudizio.

Proviamo ad impostare una progressione che può durare circa 4 settimane, ripetendola 3 volte a settimana. In questa progressione possiamo pensare di affrontare tutti i vari aspetti di questo asana:

  • rinforzo delle braccia,
  • rinforzo dei polsi,
  • apertura delle anche,
  • rinforzo delle spalle,
  • equilibrio.

Ogni lezione deve prevedere all’inizio il riscaldamento dei polsi per evitare di farsi male nel sostenere il peso del corpo.

Andando per gradi, proviamo a stabilire una pratica che possa costruire nel tempo la nostra forza e stabilità e possa portarci progressivamente ad entrare in questa posizione rendendola stabile e comoda.

Sequenza settimanale da ripetere

Riscaldare SEMPRE i posi con movimenti rotatori o di appoggio.

Surya namaskara per 4 ripetizioni. Se non siamo abituati a fare quotidianamente i Surya Namaskara, questi potranno risultarci intensi, quindi inizialmente potremmo ridurre l’intensità dei chaturanga (piegamenti) portando le ginocchia a terra invece che scendere direttamente da phalakasana (la panca alta), così da evitare di farsi male ai muscoli delle braccia e sopratutto ai polsi.

Surya Namaskara – Il Saluto al Sole

Creiamo  un piccolo vinyasa per rinforzare le spalle che preveda questa sequenza:

  • adhomuka svanasana (espiro)
  • phalakasana (inspiro)
  • chaturanga (espiro – inizialmente anche semplificato portando le ginocchia a terra)
  • phalakasana (inspiro)
  • adhomuka svanasana (espiro),

questo per rinforzare polsi e braccia (RIBADENDO CHE OGNUNO DEVE RISPETTARE I LIMITI DEL PROPRIO CORPO. NON DEVE ESSERCI DOLORE).

Ripetere Surya Namaskara per scendere a terra e riposare qualche minuto in balasana.

Una volta a terra, possiamo lavorare su apertura delle anche, in quanto il corvo nasce comunque da una buona apertura delle anche:

  • Janu sirsasana
  • Ardha baddha padma paschimottanasana
  • quindi, Ardha padmasana
  • Ardha upavistha konasana
  • Upavistha konasana
  • Savasana (shavasana).

NON DOBBIAMO MAI ASSOLUTAMENTE ANDARE OLTRE I LIMITI MOMENTANEI DEL PROPRIO CORPO.

Diciamo che per questa prima settimana di pratica possiamo fermarci qui, pensando a creare le basi su cui far crescere il nostro corvo:

  • apertura delle anche,
  • rinforzo delle spalle e dei polsi,
  • equilibrio.

IMPORTANTE:  non forziamo sui polsi se non siamo abituati a lavorarci ma cerchiamo di adattare lentamente la pratica alle nostre capacità senza farsi male.

Pazienza e calma e tanta disciplina nella pratica permetteranno a tutti di arrivare gradualmente alla posizione!

Kakasana: alcuni benefici

  • Porta ad una grande percezione del proprio corpo.
  • Rinforza spalle, scapole, polsi, addome.
  • Sviluppa il senso di equilibrio e bilanciamento.
  • Allunga la colonna vertebrale.
  • Migliora l’autostima.
  • Migliora la concentrazione.

Letture consigliate

Incanto. Le divinità dell’India di Diego Manzi.
Kakasana fa parte di quel nutrito gruppo di asana collegati ad una figura epica e mitologica di riferimento, come possono essere altri asana, ad esempio marichiasana, garudasana, vrskhasana, baradvajasana e molti altri. Approfondire la conoscenza di questi miti legati alla tradizione induista ci permette di apprezzare più intimamente questa cultura così immensa e ricca di sfumature, in cui è nata la pratica dello yoga. Uno dei libri legati ai miti induisti è INCANTO, scritto da Diego Manzi, che permette di iniziare il viaggio di conoscenza del pantheon induista, così ricco di collegamenti tra i vari personaggi e che rende la lettura abbastanza semplice e comprensibile. La lettura di questo libro ci immerge nel centro della millenaria storia induista.

I bilanciamenti sulle braccia ed inversioni di Ray Long.

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Insegno yoga per passione e amore profondo. Sono insegnante ma al tempo stesso eterna studentessa. Pratico hatha yoga, yin yoga, power yoga a tutti i livelli e spero di vivere mille anni solo per continuare a praticare questa meravigliosa disciplina! Ciò che amo di più è trasmettere questa mia passione a più persone possibili!