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Lo sapevi che in Cina, ogni mattina, milioni di persone si ritrovano nei parchi a muoversi lentamente, in silenzio, seguendo sequenze di movimenti che sembrano una danza al rallentatore? Non è tai chi – o almeno, non solo. È qi gong, una delle pratiche di benessere più antiche del mondo. E una delle meno conosciute in Occidente.

Se pratichi yoga, il qi gong ti sembrerà familiare: lavora sul respiro, sull’energia vitale e sulla consapevolezza del corpo. Ma lo fa in un modo diverso – con movimenti fluidi, lenti, ripetitivi, spesso ispirati alla natura. Niente posture da tenere, niente sequenze complesse. Solo tu, il tuo respiro e un flusso di gesti che il corpo impara sorprendentemente in fretta.

In questo articolo vediamo insieme cos’è il qi gong, da dove viene, quali sono le forme principali, cosa dice la scienza, come si svolge una lezione e qual è la differenza con il tai chi e lo yoga. Tutto quello che ti serve per capire se fa per te.


Cos’è il qi gong

Qi gong (si pronuncia “ci gung“) è un termine cinese composto da due parole: qi, che indica l’energia vitale, il soffio, il respiro – un concetto molto vicino al prana dello yoga – e gong, che significa lavoro, abilità, pratica costante. Tradotto letteralmente: lavoro sull’energia vitale.

In pratica, il qi gong è un insieme di esercizi che combinano tre elementi: movimenti del corpo (lenti, fluidi, spesso ripetitivi), controllo della respirazione e concentrazione mentale. L’obiettivo è far circolare il qi – l’energia – in modo armonioso attraverso il corpo, lungo quei canali che la medicina tradizionale cinese chiama meridiani – gli stessi su cui agisce l’agopuntura.

Non è uno sport. Non è una ginnastica nel senso occidentale del termine. È una pratica in cui la lentezza è il punto, non un limite. I movimenti sono semplici ma precisi: allungamenti dolci degli arti, rotazioni del busto, oscillazioni delle braccia, posture statiche da mantenere per minuti. Tutto coordinato con un respiro profondo e regolare.

Esistono oltre 75 forme antiche documentate e più di 50 forme moderne. Si può praticare in piedi, da seduti o da sdraiati. In movimento o in completa immobilità. Con le mani nude o con attrezzi come il bastone. Questa varietà è una delle caratteristiche più affascinanti del qi gong – e anche una delle ragioni per cui può sembrare difficile da inquadrare all’inizio.

Quello che accomuna tutte le forme è un principio fondamentale: il corpo sa guarire se stesso, se gli dai le condizioni per farlo. Il qi gong lavora esattamente su questo – creare le condizioni perché l’energia circoli liberamente, gli organi funzionino in armonia e la mente si calmi.

In Cina il qi gong è considerato una delle cinque branche della medicina tradizionale cinese, insieme ad agopuntura, massaggio tuina, dietetica e farmacologia. Non è folklore – è un sistema terapeutico riconosciuto, utilizzato negli ospedali cinesi dal 1989 e inserito nel Piano Sanitario Nazionale cinese dal 1996.


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Origini e storia: da dove viene il qi gong

Il qi gong ha radici antichissime – le più antiche di qualsiasi pratica di benessere ancora in uso oggi. Le prime tracce documentate risalgono a circa 3.000 anni fa, con il Daoyin, una forma di ginnastica energetica descritta nei testi della medicina tradizionale cinese.

Il riferimento scritto più antico si trova nello Huangdi Neijing (Il Classico Interno dell’Imperatore Giallo), datato intorno al 200 a.C. – la “bibbia” della medicina cinese. In questo testo il Daoyin viene descritto come metodo per mantenere la forza vitale e curare le malattie. Il Daoyin è di fatto la forma più antica di qi gong.

Nel II secolo d.C., il celebre medico Hua Tuo formalizzò il Wu Qin Xi – il “Gioco dei Cinque Animali” – una sequenza di movimenti ispirati alla tigre, al cervo, all’orso, alla scimmia e alla gru. L’idea era semplice e geniale: osservare come si muovono gli animali in natura e tradurre quei movimenti in esercizi per il corpo umano. Questa forma è ancora praticata oggi, praticamente identica a 1.800 anni fa.


Nei secoli successivi, il qi gong si sviluppò lungo tre correnti principali: quella medica (legata alla prevenzione e cura delle malattie), quella marziale (integrata nelle arti marziali cinesi come il kung fu) e quella meditativa-spirituale (collegata al taoismo e al buddhismo, con pratiche di alchimia interiore). Queste tre correnti non erano separate – si intrecciavano costantemente, influenzandosi a vicenda.

La storia del qi gong nel XX secolo è stata turbolenta. Durante la Rivoluzione Culturale (1966-1976), Mao Zedong bandì molte pratiche tradizionali cinesi, incluso il qi gong. Maestri e praticanti furono perseguitati e la disciplina sopravvisse nell’ombra, tramandata in segreto.

La rinascita arrivò a partire dal 1985, quando il governo cinese riconobbe ufficialmente il qi gong come strumento terapeutico efficace. Da quel momento, la disciplina tornò nelle università, negli ospedali e nei parchi. Nel 1996 fu inserita nel Piano Sanitario Nazionale cinese.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso il qi gong nel suo Piano strategico 2014-2023 per la promozione delle medicine tradizionali e il loro inserimento nei sistemi sanitari nazionali.

Oggi il qi gong è praticato da decine di milioni di persone in tutto il mondo. In Italia la diffusione è più recente e meno capillare rispetto allo yoga, ma in costante crescita – soprattutto tra chi cerca una pratica dolce, accessibile e profondamente radicata in una tradizione millenaria.


Le forme principali di qi gong

Con oltre 125 forme documentate (75 antiche + 50 moderne), orientarsi nel qi gong può sembrare complicato. Per semplificare, le abbiamo organizzate in quattro grandi famiglie, in base all’obiettivo principale.


Qi Gong della salute (il più diffuso)

È la forma più praticata al mondo e quella più accessibile per chi inizia. L’obiettivo è la prevenzione, il mantenimento della salute e il benessere generale. Le sequenze più conosciute sono:


  • Baduanjin – gli “Otto Pezzi di Broccato”
    Una serie di 8 esercizi codificati durante la dinastia Song (960-1279), ognuno con un effetto specifico su organi e meridiani. Sono movimenti semplici, ripetitivi, che si imparano in poche lezioni. Il nome “broccato” evoca qualcosa di prezioso – ed è così che venivano considerate queste pratiche nella Cina imperiale. È probabilmente la sequenza più insegnata al mondo.

  • Wu Qin Xi – il “Gioco dei Cinque Animali”
    La forma creata dal medico Hua Tuo nel II secolo d.C. Si imitano i movimenti di tigre (forza), cervo (agilità), orso (radicamento), scimmia (leggerezza) e gru (equilibrio). Ogni animale lavora su qualità fisiche e meridiani diversi. È una pratica sorprendentemente divertente – c’è un motivo se si chiama “gioco”.

  • Liu Zi Jue – i “Sei Suoni Terapeutici”
    Ogni esercizio è associato a un suono specifico la cui vibrazione è collegata a un organo interno (fegato, cuore, milza, polmoni, reni e triplice riscaldatore). È una forma che unisce movimento, respiro e fonazione – particolarmente indicata per chi vuole lavorare sugli organi interni.


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Qi Gong marziale

Integrato nelle arti marziali cinesi (kung fu, tai chi chuan, xing yi quan), questo tipo di qi gong sviluppa la forza interna, la resistenza e la struttura ossea e tendinea. Non mira al benessere generico ma alla capacità di generare e controllare la forza attraverso il qi. È una pratica più impegnativa e richiede in genere un maestro di arti marziali.


Qi Gong meditativo e spirituale

Collegato alla tradizione taoista e buddhista, questo qi gong è puramente interiore. Si lavora sulla meditazione, sulla visualizzazione e sul controllo del respiro senza movimenti fisici o con movimenti minimi. L’obiettivo è la trasformazione interiore – quello che i taoisti chiamano “alchimia interna” (Nei Dan): trasformare l’energia grezza (Jing) in energia raffinata (Qi) e poi in spirito (Shen). È il qi gong più contemplativo e quello più vicino alle pratiche meditative dello yoga.


Qi Gong terapeutico

Utilizzato in ambito clinico nella medicina tradizionale cinese, prevede sequenze specifiche per condizioni di salute particolari – problemi respiratori, ipertensione, dolori cronici, supporto oncologico. Il Policlinico Gemelli di Roma, ad esempio, ha ospitato simposi internazionali sull’uso del qi gong come terapia di supporto per pazienti oncologici. Non è una pratica fai-da-te: viene prescritta e supervisionata da professionisti della medicina integrata.


💡 Da dove partire
Se ti avvicini per la prima volta, il Baduanjin (Otto Pezzi di Broccato) è il punto di partenza ideale: 8 esercizi, facili da memorizzare, praticabili in 15-20 minuti, con effetti tangibili fin dalle prime sessioni. Cerca un corso con un insegnante qualificato che ti guidi nella postura e nel respiro – i dettagli fanno la differenza.

Cosa succede durante una lezione di qi gong

Se non hai mai fatto qi gong, è difficile immaginare cosa aspettarsi. Ecco come si svolge una lezione tipica.

L’ambiente è semplice: uno spazio aperto (un parco, un giardino) o una sala tranquilla. Niente attrezzatura, niente tappetino – si pratica in piedi, con scarpe comode o a piedi nudi. L’abbigliamento è comodo, non serve nulla di specifico.

La lezione inizia con un momento di centratura: in piedi, gambe alla larghezza delle spalle, braccia lungo i fianchi, occhi socchiusi. Il maestro ti guida a portare l’attenzione al respiro e a percepire il corpo – il peso sui piedi, il rilassamento delle spalle, la posizione della colonna vertebrale. Già in questi primi due minuti, qualcosa cambia: il rumore mentale si abbassa, il corpo si “accende”.

Poi si entra nella sequenza di movimenti. Nel Baduanjin, ad esempio, il primo esercizio si chiama “Sostenere il cielo con le mani”: intrecci le dita, sollevi le braccia sopra la testa inspirando e le abbassi espirando. Sembra semplice – e lo è. Ma la lentezza con cui lo fai, l’attenzione alla postura e la coordinazione con il respiro trasformano un gesto banale in qualcosa di sorprendentemente intenso.

Dopo 10-15 minuti, noti le prime sensazioni: calore alle mani, leggero formicolio ai palmi, sensazione di peso o leggerezza alle braccia. Nella tradizione cinese, queste sensazioni indicano che il qi sta circolando. Dal punto di vista fisiologico, è il risultato della vasodilatazione periferica e dell’attivazione del sistema nervoso parasimpatico – lo stesso meccanismo che si attiva durante il pranayama.

La parte che sorprende di più chi viene dallo yoga è la semplicità ripetitiva: nel qi gong, ripeti lo stesso movimento molte volte, lentamente. Non c’è una sequenza da “imparare” come nel vinyasa. C’è un movimento da abitare. E paradossalmente, è proprio nella ripetizione che emergono le sfumature – una sensibilità sempre più sottile che cresce lezione dopo lezione.

La lezione si chiude con una fase di raccolta: in piedi, mani sovrapposte sull’addome (sul punto chiamato Dan Tian inferiore, circa tre dita sotto l’ombelico), respiro naturale, occhi chiusi. È il momento in cui “raccogli” l’energia mobilizzata durante la pratica e la riporti al centro del corpo. Dura 2-3 minuti e lascia una sensazione di calma centrata – diversa dalla quiete della meditazione, più “piena”, più fisica.

Una lezione tipica dura tra 45 e 60 minuti. Alla fine, la sensazione più comune è di sentirsi contemporaneamente rilassati e vitali – come se qualcuno avesse ricaricato le batterie senza farti fare fatica.


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I benefici del qi gong: cosa dice la scienza

Il qi gong è stato oggetto di ricerca scientifica soprattutto a partire dagli anni ’80, con un’accelerazione significativa negli ultimi vent’anni. Su PubMed – la più grande banca dati di letteratura biomedica al mondo – si trovano circa 300 studi dedicati. Non è poco, anche se il campo è ancora giovane rispetto ad altre discipline. Ecco cosa sappiamo con ragionevole certezza.


  • Riduzione dello stress, ansia e depressione
    La meta-analisi di Zou et al. (2017) ha esaminato gli effetti del qi gong su stress, ansia e sintomi depressivi, trovando miglioramenti significativi rispetto ai gruppi di controllo. I risultati sono in linea con quelli ottenuti da pratiche come lo yoga e la meditazione mindfulness, suggerendo che il qi gong agisce sugli stessi meccanismi – attivazione parasimpatica, riduzione del cortisolo, regolazione emotiva.

  • Benefici cardiovascolari e respiratori
    La revisione sistematica di Jahnke et al. (2010), che ha analizzato 77 studi su qi gong e tai chi, ha identificato effetti positivi sulla pressione arteriosa, sulla funzione polmonare e sulla risposta immunitaria. Le tecniche di respirazione lenta e profonda tipiche del qi gong migliorano la capacità polmonare e riducono la frequenza cardiaca a riposo – benefici particolarmente rilevanti per chi ha problemi respiratori o cardiovascolari lievi.

  • Equilibrio, prevenzione cadute e salute ossea
    Diversi studi hanno dimostrato che il qi gong migliora l’equilibrio e la propriocezione, riducendo il rischio di cadute negli anziani. È una delle ragioni per cui viene raccomandato nei programmi di prevenzione geriatrica. La pratica regolare rallenta anche la perdita di densità ossea – un beneficio cruciale per chi è a rischio di osteoporosi.

  • Supporto oncologico e qualità della vita
    Una meta-analisi pubblicata sul Journal of Cancer Survivorship (2018) ha analizzato gli effetti combinati di tai chi e qi gong sulla qualità di vita dei pazienti oncologici. I risultati mostrano miglioramenti significativi su fatica, disturbi del sonno, depressione e benessere generale durante e dopo i trattamenti. Il Policlinico Gemelli di Roma ha utilizzato il qi gong come terapia di supporto nel suo Centro di Senologia, confermando i benefici nella pratica clinica italiana.

  • Qualità del sonno
    Più studi hanno associato la pratica regolare del qi gong a miglioramenti nella qualità del sonno e nella regolarizzazione dei ritmi circadiani. L’effetto è attribuito alla riduzione dell’attivazione del sistema nervoso simpatico e all’aumento del tono vagale – lo stesso meccanismo che rende efficace il pranayama serale.

💡 Una nota importante
La maggior parte degli studi riguarda il qi gong della salute (Baduanjin, Wu Qin Xi) e spesso viene studiato insieme al tai chi, il che rende difficile isolare gli effetti specifici del solo qi gong. La ricerca è promettente e i benefici sono reali, ma il qi gong non è una cura e non sostituisce trattamenti medici. È uno strumento complementare – potente, accessibile e privo di effetti collaterali significativi.

Qi Gong, Tai Chi e Yoga: differenze e punti in comune

Se pratichi yoga o conosci il tai chi, probabilmente ti stai chiedendo: ma qual è la differenza? Mettiamo ordine.


Qi Gong e Tai Chi

La confusione tra qi gong e tai chi è comprensibile, perché condividono le stesse radici nella cultura cinese. Ma sono discipline diverse.

Il tai chi (tai chi chuan) è un’arte marziale: ha forme codificate, sequenze lunghe e complesse, e un’applicazione di combattimento. Si impara una “forma” (una sequenza di movimenti) che può durare dai 10 ai 40 minuti e richiede mesi o anni per essere memorizzata e padroneggiata.

Il qi gong è più semplice e più vario. Non ha una sola forma ma centinaia, molte delle quali composte da pochi movimenti ripetitivi facili da imparare. Non ha applicazione marziale (tranne il qi gong marziale, che è un caso specifico). L’enfasi è sulla circolazione dell’energia e sul benessere, non sulla tecnica di combattimento.

In pratica: il qi gong è più accessibile, più veloce da imparare, più flessibile. Il tai chi è più strutturato, più complesso, più “artistico”. Molti praticanti li combinano – e in effetti, il qi gong è spesso considerato propedeutico al tai chi.


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Qi Gong e Yoga

Qui le affinità sono notevoli. Entrambe le discipline lavorano su corpo, respiro e mente. Entrambe hanno radici millenarie in tradizioni spirituali. Entrambe usano il concetto di energia vitale (qi per i cinesi, prana per gli indiani).

Le differenze principali sono nel come:

Lo yoga tende a lavorare con posture statiche o sequenze dinamiche che richiedono forza, flessibilità e resistenza. Il qi gong usa movimenti fluidi, ripetitivi, che richiedono pochissimo sforzo fisico. Lo yoga ha un repertorio vastissimo di asana con complessità crescente. Il qi gong ha movimenti semplici che si ripetono, e la profondità viene dalla qualità dell’attenzione, non dalla difficoltà tecnica.

Lo yoga lavora molto sulla flessibilità e sull’allungamento muscolare. Il qi gong lavora sulla circolazione energetica, sull’equilibrio e sulla coordinazione. Lo yoga include inversioni, torsioni, piegamenti profondi. Il qi gong resta verticale – in piedi o seduto – e non richiede di andare “oltre” i propri limiti fisici.

Se già pratichi yoga, il qi gong può essere un complemento perfetto: offre una qualità di movimento diversa, meno muscolare e più fluida, che può arricchire la tua sensibilità corporea e il tuo rapporto con il respiro.


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Libri consigliati sul qi gong

Se vuoi approfondire il qi gong con una lettura strutturata, ecco due libri che consigliamo – entrambi disponibili in italiano e con approcci complementari.


Alla Scoperta del Qi Gong – Yves Réquéna (Red Edizioni)

Yves Réquéna è medico, agopuntore e soprattutto la persona che è riuscita a introdurre il qi gong negli ospedali pubblici francesi come terapia di supporto. Non è un dettaglio: significa che ha dovuto dimostrare al sistema sanitario che questa pratica funziona.

Il suo libro è un corso completo in forma scritta. Introduce i principi fondamentali del qi gong con chiarezza e propone un programma quotidiano di 15-30 minuti, con esercizi illustrati e spiegati passo dopo passo. È scritto per chi non ha nessuna esperienza ma vuole iniziare a praticare in modo corretto. Il tono è accessibile e i disegni sono ben fatti – due qualità rare nei libri su questa disciplina. Se cerchi un punto di partenza pratico, è il libro giusto.


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Un’opera completa di base
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
€ 14,00

Qi Gong – Franco Bottalo (Xenia Edizioni)

Franco Bottalo studia e pratica discipline energetiche orientali dal 1983. Si è formato nello shiatsu e nella medicina cinese prima di dedicarsi al qi gong, e porta un bagaglio di conoscenze che si sente in ogni pagina.

A differenza di Réquéna, Bottalo non propone lo studio di uno stile specifico, ma analizza le basi teoriche del qi gong stesso: le radici filosofiche (taoismo, buddhismo), i principi della postura, il respiro, il suono, l’intento. È un libro per chi vuole capire il “perché” dietro i movimenti – la filosofia, il sistema dei meridiani, il rapporto tra corpo e mente nella tradizione cinese. Più riflessivo e meno “pratico” rispetto a Réquéna, ma proprio per questo i due libri si completano perfettamente.


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Qi Gong
Basi teoriche per una pratica consapevole
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Conclusione

Il qi gong è una di quelle pratiche che non fanno rumore. Non ha l’estetica fotogenica dello yoga, non ha il fascino atletico del tai chi, non promette trasformazioni immediate. Ma chi lo pratica con costanza dice sempre la stessa cosa: cambia il modo in cui senti il tuo corpo.

È una pratica profondamente democratica: non richiede forza, flessibilità, attrezzatura né un’età particolare. Si può praticare a 25 o a 85 anni, in un parco o nel soggiorno di casa, in 15 minuti o in un’ora. E ha dietro oltre 3.000 anni di tradizione e un numero crescente di studi scientifici che ne confermano i benefici.

Se pratichi yoga, il qi gong non è un “di più” – è un altro modo di ascoltare il corpo, di lavorare con l’energia e di coltivare la presenza. Un modo più lento, più fluido, più silenzioso. E potrebbe sorprenderti per quanto ti senti bene dopo.


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Domande frequenti sul qi gong

Serve essere flessibili per fare qi gong?

No, per niente. Il qi gong non richiede flessibilità, forza né preparazione fisica. I movimenti sono dolci, lenti e rispettano sempre i limiti del corpo. L’obiettivo non è forzare il corpo ma aiutare il tuo organismo a sviluppare una percezione più sottile di come si muove e respira. Non ci sono posture estreme, non ci sono piegamenti profondi. È una delle pratiche più accessibili che esistano – e uno dei motivi per cui in Cina è così diffusa anche tra gli anziani.


Qual è la differenza tra qi gong e tai chi?

La parola qigong (scritto anche qi gong) significa “lavoro sull’energia”, mentre tai chi chuan significa “pugno della polarità suprema”. Già dai nomi si capisce la differenza: il tai chi è un’arte marziale con forme codificate, sequenze lunghe e complesse, e un’applicazione di combattimento. Il qi gong è più semplice, più vario e più focalizzato sul benessere: ha centinaia di forme, molte composte da pochi movimenti ripetitivi facili da imparare. In pratica, il qi gong è più accessibile e più veloce da imparare. Molti praticanti li combinano, e il qi gong è spesso considerato propedeutico al tai chi.


Quante volte a settimana bisogna praticare?

L’ideale è praticare tutti i giorni, anche solo 15-20 minuti. In Cina si dice che il qi gong “dà i suoi benefici nel tempo con una pratica frequente” – e questo è confermato dalla ricerca. Di conseguenza, chi pratica con regolarità riferisce un buon grado di miglioramento su stress, sonno e vitalità generale. Ma anche 2-3 volte a settimana producono effetti apprezzabili. La costanza conta più della durata: meglio 15 minuti ogni giorno che un’ora una volta a settimana.


Si può fare qi gong da soli a casa?

Sì, una volta apprese le basi con un insegnante. Le forme di qi gong della salute (come il Baduanjin) sono composte da movimenti semplici e ripetitivi che si prestano bene alla pratica autonoma. Ma le prime lezioni con un maestro qualificato sono importanti per ricevere le informazioni corrette su postura, respirazione e obiettivi di ogni esercizio – sono i dettagli che fanno la differenza tra un movimento meccanico e una pratica consapevole.


A che età si può iniziare?

A qualsiasi età. Come attività è adatta a tutti: in Cina il qi gong viene praticato dai bambini agli ultraottantenni. Non ci sono limiti di età né controindicazioni significative per il qi gong della salute. Anzi, è particolarmente indicato per gli anziani grazie ai suoi effetti sull’equilibrio, sulla prevenzione delle cadute e sul rallentamento dell’osteoporosi. Anche chi ha mobilità ridotta può praticare forme da seduto.


Il qi gong può aiutare con il mal di schiena?

Molti praticanti riferiscono miglioramenti significativi su dolori alla schiena e tensioni cervicali. Il qi gong lavora sulla postura, sull’allineamento della colonna vertebrale e sul rilassamento della muscolatura paravertebrale – spesso contratta a causa di stress e sedentarietà. Non è un trattamento medico, ma come pratica preventiva e complementare può fare una grande differenza.


Quanto costa un corso di qi gong?

I prezzi variano. Una lezione di gruppo settimanale costa in genere tra 10 e 20 euro, oppure si acquistano abbonamenti mensili (50-80 euro) o trimestrali. I workshop intensivi di un giorno possono costare tra 30 e 80 euro. I ritiri residenziali con qi gong partono da 150-200 euro per un weekend. Online si trovano anche corsi registrati a prezzo accessibile. Il consiglio è scegliere un insegnante che abbia fatto dell’insegnamento del qi gong una vera professione, con formazione certificata e anni di pratica alle spalle.


Il qi gong ha controindicazioni?

Il qi gong della salute è considerato una pratica estremamente sicura, senza controindicazioni significative per la popolazione generale. Non prevede sforzi intensi, posture estreme né iperventilazione. In rari casi, chi soffre di vertigini o problemi di equilibrio gravi dovrebbe consultare il proprio medico prima di praticare in piedi. Per il qi gong terapeutico, è sempre consigliabile la supervisione di un professionista della medicina integrata.


Altre risorse utili

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