7 chakra

I chakra sono centri energetici che aiutano a ricevere i vari tipi di energia e informazioni dall’universo. Non si sa quanti siano i chakra negli esseri umani dal momento che il loro studio è in continuo sviluppo ma sette sono quelli considerati principali che sono localizzati lungo la colonna vertebrale.

Se una persona sperimenta emozioni negative e non riesce a godere delle gioie della vita, la causa è un’alterazione della circolazione dei flussi di energia e il blocco dei chakra. Per sentirci bene, avere una buona salute, risorse finanziarie illimitate, comunicare liberamente con gli altri, è necessario che l’energia vitale scorra liberamente nei canali energo-informativi. Vediamo insieme cosa sono nel dettaglio i 7 chakra e i perché di un eventuale blocco.

I 7 chakra e il loro blocco

I 7 chakra corrispondono ognuno ad una diversa parte del corpo e sono responsabili di diverse funzioni corporee e mentali. Di seguito uno schema riassuntivo:

I sette chakra

Mūlādhāracakra

Primo dei 7 chakra, si trova nel perineo e ci mette in contatto con la terra, fornisce energia vitale e fiducia in noi stessi. Se avverti sensazioni di paura significa che hai un blocco energetico nel primo chakra. Se fai finta che tutto va bene quando invece dentro di te è tutto compresso dalla paura, allora il problema non andrà mai via. Rimuovi le tue paure dalle profondità del subconscio, risolvile e perdonati per il fatto che, coltivando la paura, hai causato del male al vostro corpo.

Svādhiṣṭhānacakra

Secondo dei 7 chakra, si trova appena sotto l’ombelico e il suo compito è essere responsabile della soddisfazione dei bisogni, delle emozioni e della realizzazione creativa. La colpa è il sentimento che crea il blocco di energia nel secondo chakra. Trovate la forza di assumevi le vostre colpe e sentitevi liberi.

Maṇipūracakra

Terzo dei 7 chakra, si trova presso il plesso solare e scaturisce dal senso di frustrazione e di vergogna. Questo chakra ci dà il potere dell’intenzione ed è il responsabile delle nostre azioni. Solo l’analisi delle cause delle emozioni negative e distruttive di questo chakra può permetterne lo sblocco.

Anāhatacakra

Quarto chakra dei 7 chakra, il chakra del cuore, è responsabile del sentimento di profondo amore, dell’ispirazione e delle emozioni positive. Il dolore e altri stati emotivi ad esso affini bloccano Anāhatacakra. Il blocco di questo chakra è accompagnato da dolore e da spiacevoli sensazioni nella zona del cuore. Il blocco dei chakra umani, soprattutto quello del cuore, richiede un grande sforzo per mostrare la volontà di superare questa condizione. Se anāhatacakra è bloccato cerca di superare l’apatia e il dolore e riguarda la tua vita dal profondo.

I 7 chakra

Viśuddhacakra

Quinto dei 7 chakra, il blocco si verifica quando una persona sta mentendo a sé stessa o ad altri. Bisogna essere onesti con noi stessi e verso gli altri. Il viśuddhacakra si trova a livello della gola e permette di esprimere le opinioni, comunicare con gli altri ed esprimere la propria vena creativa.

Ājñācakra

Sesto dei 7 chakra, si trova nella zona dei “tre occhi” ed è responsabile dell’intuizione e della comunicazione con il subconscio. Vivere nel sogno, lontano dalla realtà, blocca questo chakra. Sogna ma sforzati di tradurre i sogni in realtà, altrimenti rimarranno solo una fantasia.

Sahasrāracakra

Infine, settimo dei 7 chakra, si trova nella zona della “fontanella”, sulla sommità del capo e ci permette di percepire l’energia cosmica. Un forte attaccamento a tutto ciò che è terreno come il lavoro, la casa e la gente bloccano il sahasrāracakra. Sbloccare il settimo chakra è possibile solo dopo essersi sbarazzati del senso di appartenenza e di attaccamento.

Vuoi saperne di più sui chakra? Allora leggi questo manuale pratico che ti aiuterà a farti un’idea più completa e corretta possibile su questi centri vitali del nostro corpo.

Come aprire i 7 chakra

Una volta capito il perché del blocco, ora è necessario chiedersi come aprire i 7 chakra. Per comprenderlo meglio, è interessante osservare che gli induisti rappresentano i chakra come fiori di loto, disegnandone anche i petali. E come fiori di loto, i chakra possono aprirsi o chiudersi, cioè essere in risonanza con il sistema-organismo, oppure funzionare in modo non equilibrato.

In sanscrito esiste un termine per indicare l’apertura dei chakra. È shatchakrabedha o shatchakra – bedha, di cui si parla nel Tantra della Grande Liberazione. Secondo questo testo, aprire i chakra, significa consentire a kundalini, l’energia serpentina che dimora alla base della colonna vertebrale, di risalire lungo il corpo fino al samadhi o all’unione suprema con il Divino.

Per aprire i chakra in realtà è necessario fare un importante e profondo lavoro su se stessi che aiuti, lentamente, ad acquisire più sensibilità e consapevolezza. Lo stesso Carl Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista, antropologo, filosofo e accademico svizzero, una delle principali figure intellettuali del pensiero psicologico e psicoanalitico, asseriva che l’apertura dei chakra è un processo legato all’individuazione e alla realizzazione, lungo la via che conduce dall’ego al sé impersonale. Tradotto in parole più semplici e concrete: per Jung lavorare sui chakra significa accedere al potere dell’inconscio, risvegliando quel potenziale sopito che può anche distruggerci qualora non si individui una guida spirituale.

Aprire i 7 chakra: le tecniche

Ci sono diverse tecniche per aprire i chakra ma, visto che è argomento complesso e tutt’altro che superficiale, in questo articolo ci limitiamo semplicemente a “elencare” tecniche semplici. Vi consigliamo però di leggere, documentarvi, affidarvi a un maestro esperto. Insomma non improvvisate, non fa mai bene.

Tra gli strumenti più usati per aprire i chakra, figura la musica per sfruttare le risonanze tra le frequenze vibrazionali dei vortici e le note musicali. Un lavoro che ha condotto il tedesco Arnold Keyserling a sviluppare delle musiche speciali per l’armonizzazione dei 7 chakra.

Altre tecniche, come l’EFT (Emotional Freedom Tecnique) propongono una serie di esercizi e posizioni specifiche per “sbloccare” i chakra intasati. Lo stesso fa il Reiki, che si richiama però alla tradizione giapponese, o la pranoterapia.

Lo ripetiamo: sconsigliamo con forza di praticare visualizzazioni, tecniche yoga o di respirazione senza la guida di un maestro qualificato. Gli stessi saggi indù ricordano che la potenza di kundalini, quando mal utilizzata, può generare effetti devastanti sulla psiche. Quindi, affidatevi a un buon insegnante e cercate di capire quale strada intraprendere. Non sai da che parte iniziare? Sul nostro portale nella sezione corsi e nella sezione insegnanti puoi trovare rispettivamente dei corsi dedicati ai 7 chakra e dei maestri a cui affidarti.

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[Articolo tradotto e adattato da Dayoga.ru]

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