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Nell’incanto senza tempo di Assisi, dove la pietra respira spiritualità, ti invitiamo a un incontro unico tra Oriente e Occidente. In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco, il Maestro Ritwik Sanyal, esponente di punta della tradizione Dhrupad (la forma più antica di musica classica indiana), guiderà un seminario intensivo dedicato al potere trasformativo del suono.
Un omaggio musicale a san Francesco
Il cuore di questo seminario è la straordinaria versione della Preghiera semplice composta dal Maestro Sanyal. Attraverso la precisione microtonale dei raga e la profondità dei mantra, le parole del poverello di Assisi trovano una nuova risonanza, unendo la devozione francescana alla millenaria scienza del suono indiana (Nada Yoga).
Shanta Rasa e l’uso della voce
Il seminario esplorerà l’estetica dello Shanta Rasa – il sentimento della pace profonda, della quiete e del distacco sereno. In un mondo dominato dal rumore, lo Shanta Rasa ci insegna a ritrovare il centro attraverso:
- Respiro e postura: fondamenta fisiche per l’emissione vocale;
- Alap: esplorazione lenta e meditativa delle note, dove il silenzio è importante quanto il suono;
- Suono interiore: la vibrazione della voce come strumento di introspezione e guarigione.
L’architettura del suono e lo Shanta Rasa
La musica Dhrupad è una geometria sacra del suono. Durante il seminario, il Maestro Ritwik Sanyal analizzerà come la struttura dei Raga (quadri melodici) venga utilizzata per indurre lo stato di Shanta (pace assoluta).
L’Alap: il respiro del Raga
L’Alap è la sezione introduttiva senza ritmo pulsante, dove il Maestro introduce le note una ad una. È qui che risiede l’essenza dello Shanta Rasa:
- Microtoni (Shruti): L’uso di intervalli sottili tra le note che toccano i centri energetici (chakra);
- Sustained notes: Il mantenimento prolungato di una nota pura per stabilizzare la mente dell’ascoltatore.
Il suono nel corpo: il Nada Yoga
Tecnicamente, il seminario istruirà i partecipanti sull’uso della voce di petto e sulla risonanza profonda. Nel Dhrupad, il suono nasce dal diaframma e risuona nella cassa toracica, permettendo alla vibrazione del Cantico delle Creature di diventare un’esperienza fisica, oltre che uditiva.
Verrà data particolare enfasi al concetto di Anahata Nada (il suono non percosso), cercando quella vibrazione che esiste nel silenzio tra una nota e l’altra.
Strumenti utilizzati
Durante le sessioni, il canto sarà accompagnato dalla Tanpura, lo strumento a corde che fornisce la base continua fondamentale per mantenere il riferimento tonale e immergere i partecipanti in un tappeto sonoro ipnotico e costante.
A chi è rivolto
L’esperienza è aperta a tutti: musicisti, praticanti di yoga, cantanti o semplici ricercatori spirituali. Non è necessaria una conoscenza pregressa della musica indiana, ma solo il desiderio di ascoltare e ascoltarsi.














