yoga teraputico

Avete mai sentito parlare di yoga terapeutico? Oppure, avete mai pensato che proprio lo yoga, proprio quella disciplina che praticate spesso e attraverso la quale imparate a conoscere il vostro sé e a sviluppare la vostra coscienza, può rappresentare il giusto strumento terapeutico per aiutare il recupero della completa funzionalità fisica dopo un incidente sportivo?

Tutti noi sappiamo che lo yoga è un sistema che possiamo definire globale, poiché opera sia sul piano fisico, sia su quello mentale, sia su quello spirituale, basandosi sul principio che le diverse dimensioni che formano l’essere umano sono strettamente correlate, imprescindibili l’una dall’altra.

In quest’ottica appare chiaro che quando apportiamo coscientemente un cambiamento in una di queste sfere, automaticamente andremo a modificare armonicamente l’intera struttura. Possiamo, quindi, affermare che “tutto lo yoga è terapeutico”, poiché attraverso l’utilizzo di questa antica disciplina è possibile influenzare in modo positivo la propria vita, liberarsi dalla sofferenza e raggiungere una maggior salute fisica, mentale e spirituale.

La yoga terapia: cos’è

Si è cominciato a parlare di yoga terapeutico da quando, negli ultimi decenni del XX secolo, sono state condotte numerose sperimentazioni, principalmente in alcuni ospedali americani, i risultati delle quali hanno permesso di dimostrare che le pratiche yoga sono effettivamente in grado di aiutare persone malate e sofferenti.

Lo yoga è stato, quindi, ufficialmente inserito tra le “Body-Mind Techniques” ed è ormai considerato a tutti gli effetti una tecnica terapeutica complementare, seppur non sostitutiva, a quelle medico-farmacologiche.

Lo yoga terapeutico: i benefici

Lo yoga non è, quindi, solo una disciplina meditativa statica, ma possiede anche un grande potenziale come pratica fisica che aiuta a prevenire gli infortuni e accelera il recupero fisico degli atleti in caso di stop forzato.

Quali sono i benefici della yogaterapia?

  1. Aumento della flessibilità: lo yoga migliora la mobilità articolare e l’elasticità dei muscoli, rendendo più facili i movimenti.
  2. Sviluppo della forza: la pratica aiuta a rinforzare le fibre muscolari e contribuisce a mantenere attivi e tonici i muscoli.
  3. Miglioramento dell’agilità: lo yoga lavora in modo specifico sul senso di equilibrio, ossia sulla capacità di percepire il proprio corpo in relazione allo spazio, e ciò permette di migliorare l’agilità fisica generale.
  4. Rinforzo del sistema nervoso autonomo: attraverso la buona gestione sia del sistema simpatico sia del sistema parasimpatico si favorisce una buona gestione delle emozioni e dello stress causato dall’immobilità e da senso di impotenza.
  5. Miglioramento circolazione linfatica: la stimolazione del sistema linfatico permette di disintossicare più velocemente i tessuti muscolari, eliminando le tossine in eccesso e favorendo un recupero più veloce.
  6. Miglioramento della circolazione sanguigna: la corretta pratica yoga apporta un beneficio immediato sulla circolazione del sangue e consente di mantenere in salute gli organi interni e le ghiandole.
  7. Concentrazione: gli esercizi di respirazione – pranayama – consentono di raggiungere un miglior livello di concentrazione, di lucidità, di equilibrio interiore; aiutano, inoltre, a migliorare la forza di volontà e la determinazione.

Yogaterapia: come si pratica

Quando si pratica la yogaterapia gli asana devono essere eseguiti in modo leggermente diverso rispetto a quando si pratica la meditazione yoga; i movimenti devono essere, infatti, lenti e molto controllati, la posizione deve essere mantenuta per breve tempo e anche il ritorno nella posizione originaria deve essere seguito concentrando l’attenzione sulla corretta postura.

Ovviamente bisogna rivolgersi a un medico che abbia conseguito anche la giusta formazione in yoga terapeutico, affinché sia in grado di illustrare in modo corretto al paziente/atleta come devono essere modificati gli asana, in base alle condizioni di salute del soggetto in questione, e come devono essere eseguiti per ottenere una considerevole riduzione del dolore e un recupero più veloce della parte del corpo che è stata lesa.

Quali sono gli asana per accelerare il recupero fisico?

Ma quali sono gli asana da praticare per recuperare il tono fisico dopo un incidente sportivo? Vi propongo una sequenza che può aiutare a migliorare la circolazione linfatica e sanguigna, abbassare il livello di stress e svolgere un’azione total body di rinforzo e allungamento delle fasce muscolari.

  • Tadasana (la posizione della montagna): asana in piedi.

Asana di apertura della sequenza: aiuta a connettersi con la terra, ad essere consapevoli del proprio corpo, a migliorare l’equilibrio e a prepararsi agli asana successivi.

  • Uttanasana (il piegamento in avanti in piedi).

Distende tutta la parte posteriore del corpo, in particolar modo la zona lombare inferiore, delle cosce e dei polpacci; favorisce l’aumento di flessibilità ed è anche molto utile per ridurre lo stress. Da praticare con cautela in caso di lesioni lombari.

Uttanasana

  • Paschimottanasana (il piegamento in avanti seduto).

Tonifica la zona addominale/pelvica, aumenta la flessibilità delle anche e contribuisce a ridurre il dolore della zona lombare inferiore. Da praticare con cautela in caso di dolore della schiena molto forte.

  • Anjaneyasana (la posizione di affondo basso).

Asana che lavora su tutta la colonna vertebrale e ne favorisce l’elasticità; ideale anche per migliorare i flessori dell’anca e rinforzare i glutei e i quadricipiti. Da praticare cambiando il ginocchio di appoggio.

  • Bhujangasana (la posizione del cobra).

Agisce su tutte le fasce muscolari della schiena e contribuisce ad alleviare le lombalgie. Da eseguire inserendo delle variazioni se si hanno i muscoli della schiena particolarmente deboli: spingere poco con le mani o, se necessario, praticarla in piedi appoggiando le mani al muro.

  • Setu Bandhasana (la posizione del ponte contratto).

Rinforza e rende più elastici i muscoli del dorso. Asana da praticare dolcemente se si sente dolore a livello lombare; si raccomanda altresì di non inarcare troppo la schiena se le articolazioni cervicali sono sofferenti.

  • Balasana (la posizione del bambino).

Allunga i muscoli della schiena e rinforza quelli delle gambe e delle cosce. Asana controindicato se si hanno problemi alla colonna vertebrale; da praticare con cautela se la funzionalità delle ginocchia non è ottimale.

Balasana

  • Shavasana (la posizione del morto).

Asana da utilizzare alla fine della sequenza con l’obiettivo di effettuare una sorta di scansione di tutto il corpo, e soprattutto delle parti o dei muscoli oggetto di infortunio, per evidenziare e rendere stabili i benefici ottenuti durante la pratica.

Lo yoga terapeutico funziona?

Abbiamo, dunque, visto come lo yoga dimostri, come sempre, di essere un rimedio davvero miracoloso, anche in ambito fisiologico: perfetto per prevenire le malattie che affliggono la società moderna; come l’ipertensione, lo stress, l’emicrania, si rivela ideale anche per guarire i disturbi di natura psicosomatica, bronchiti, gastriti, stitichezza, disturbi dell’alimentazione, e per coadiuvare una terapia riabilitativa, necessaria per quei pazienti che hanno subito traumi o lesioni.

terapia yoga

Yoga terapeutico: letture consigliate

Come vi ho già accennato all’inizio del mio articolo, sono numerose ormai le ricerche che dimostrano l’efficacia clinica dello yoga terapeutico e altrettanti sono i libri che rappresentano l’ossatura di questa “nuova” disciplina, anche se è importante sottolineare che in Kerala e, più in generale, in tutto l’Oriente, lo yoga è sempre stato praticato per trovare la propria “guarigione” sia interiore sia fisica.

Ho, però, selezionato un paio di saggi, entrambi scritti da Ray Long, medico ortopedico statunitense e insegnante di Hatha yoga da più di vent’anni, che rappresentano l’ABC sia per chi vuole avvicinarsi alla yoga terapeutico, sia per chi è già esperto in materia:

  • Yoga terapeutico. Anatomia completa delle posizioni
  • I muscoli chiave dello yoga. Guida all’anatomia funzionale nello yoga

 

 

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Fiamma Larosa

Scrittrice, pubblicista, web writer e, più in generale, domatrice di parole. Curiosa. E questo è il motivo principale per cui scrivo. Appassionata di astrologia karmica, di psicologia e di discipline olistiche. Cosa amo? I miei figli, la Natura, il mio cane, i miei gatti, l'alba, il mare, viaggiare, studiare, leggere. Mi potete contattare all'indirizzo mail larosafiamma@gmail.com.